San Basilio: Lettera 68 a Melezio di Antiochia

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San Basilio: Lettera 68 a Melezio di Antiochia

Lettera LXVIII

A Melezio, vescovo di Antiochia.

Avrei desiderato trattenere il reverendo fratello Doroteo, il diacono, accanto a me affinché restasse fino al termine delle trattative, e in tal modo informare Vostra Eccellenza tramite lui di ogni singolo dettaglio. Ma i giorni passavano; il ritardo si stava prolungando; ora, non appena mi è venuto in mente un piano, per quanto possibile date le mie difficoltà, riguardo alla strada da intraprendere, lo invio a incontrare Vostra Santità, affinché vi faccia un resoconto personale su tutte le circostanze e vi mostri il mio memorandum, al fine di permettere a Vostra Eccellenza, qualora ciò che ho pensato vi sembri utile, di sollecitarne la realizzazione.

In breve, ha prevalso l’opinione che sia meglio per questo nostro fratello Doroteo recarsi a Roma, per spingere alcuni degli Italici a intraprendere un viaggio per mare per farci visita, così che possano evitare tutti coloro che metterebbero ostacoli sul loro cammino. La ragione di questa scelta risiede nel fatto che vedo che coloro che sono onnipotenti presso l’Imperatore non vogliono né possono fargli alcuna proposta riguardo agli esiliati, ma considerano già un gran bene il solo fatto di non veder accadere cose peggiori alle Chiese.

Se, dunque, il mio piano sembra opportuno anche alla Vostra Prudenza, avrete la bontà sia di redigere lettere sia di dettare memorandum sui punti che egli dovrà approfondire, e su a chi sia meglio che si rivolga. E affinché i vostri dispacci abbiano peso e autorità, aggiungerete tutti coloro che condividono i vostri sentimenti, anche se non sono presenti sul posto. Qui tutto è incerto; Euippio è arrivato, ma finora non ha dato alcun segno. Tuttavia, lui e coloro che la pensano come lui dalla Tetrapoli armena e dalla Cilicia minacciano un’assemblea tumultuosa.

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