Liberami da ogni tipo di pericolo,… Salve, o Sposa non sposata
Ἐκ παντοίων με κινδύνων ἐλευθέρωσον,… Χαῖρε Νύμφη Ἀνύμφευτε
Omelia del 27 marzo 2026 del Metropolita di Morfou Neofitos
https://www.youtube.com/watch?v=_hk103M0N1E&list=RD_hk103M0N1E&start_radio=1
Disponibile il primo libro di omelie del Metropolita Morphou Neofito in Italiano. Il metropolita di Morphou di Cipro e’ uno tra i pochi metropoliti che illuminano con la loro vita i fedeli. Questo libro ha come scopo supportarci nei giorni bui che arriveranno, così sapremo come comportarci nel momento di difficoltà.
Per ordinare, mandare un’email alla metropoli di Morfou. La pagina web del libro: https://immorfou.org.cy/
Cari padri e fratelli miei, oggi è una giornata festiva e non può mancare in una giornata di festa la parola. La parola dei Santi Padri per la festa, come c’è l’innologia, l’iconografia, l’affresco, per questa festa dell’Inno Akathistos, c’è anche la parola teologica dei nostri Santi Padri.
Ho raccolto le parole spirituali da diversi santi, specialmente dai santi degli ultimi anni, di Santi moderni della nostra epoca e anche io ho scritto come potevo qualche parola, non tanto per la storia della festa di oggi, che la conoscete tutti, come si è stabilita questa festa, che oggi in particolare compie 1400 anni. Quindi oggi è un anniversario dell’Inno Akathistos.
Quando nel 626, lì, nella regina delle città, la Costantinopoli, gli Avari si approfitarono… gli Avari erano un popolo di una misteriosa origine, alcuni dicono che erano tribù mongole, altri che erano tribù Protoslave. Questo vuol dire prima dei Russi. E loro, approfittandosi dell’assenza del veramente tremendo imperatore Eraclio, che era il primo re delle crociate, ha avuto l’ispirazione che era una vergogna per i Romei [1], per la regina delle città, per Gerusalemme, la santa città del Signore, che la Croce Santa fu fatta prigioniera. Dove? In Persia.
Anche all’epoca Persia, anche adesso Persia. E ha avuto l’ispirazione di un piano tremendo, di andare e liberare la Croce Santa che avevano presa i Persiani quando avevano occupato Gerusalemme e l’avevano distrutta. E se n’è andato con le sue truppe e, dicono gli storici, prese con sé 200.000 soldati. Quanto attuali sono queste cose nei nostri giorni, con tutto quello che succede, di nuovo ai confini della Persia e del Medio Oriente. Ed è salito, invece di andare da giù, dalle coste dell’Asia Minore per uscire in Palestina e girare per la Persia, è andato da sù, dalla Georgia, Armenia ed è entrato e ha sorpreso il re dei Persiani.
E lì ha distrutto la capitale della Persia, ha ucciso l’imperatore, ha arrestato tutta la famiglia dell’imperatore, ha divelto le fondamenta dell’impero Persiano a tal punto che, quando passarono pochi anni dalla catastrofe di Eraclio, era così debole la Persia che ha scelto come sua religione il maomettanesimo, però, l’ha fatto proprio l’Islam la Persia, quello che oggi si chiama sciismo.
Però, uno dei generali dell’imperatore Persiano per distrarre Eraclio, approfittando del fatto che aveva sentito che fuori la città c’era l’esercito degli Avari che la stava assediando, la città che era come sentiamo nell’inno Akathistos, ‘non protetta’ (απροσμάχητον), senza soldati per difenderla, questo sorprendente generale della Persia si è affrettato tramite l’Asia Minore, è salito al Bosforo e lì ha unito le sue forze con gli Avari e all’improvviso, mentre Eraclio distruggeva l’impero Persiano, mise in pericolo la capitale dei Romei, la regina delle città, Constantinopoli; era in pericolo di distruzione. E se cadeva allora Costantinopoli, la cosiddetta civiltà Europea che conosciamo, sarebbe stata completamente diversa oggi. E l’Islam avrebbe occupato l’Europa già da allora. Allora, narra la storia, che il Patriarca della città di Costantinopoli, Sergio, ispirato e illuminato dalla forza della Condottiera Suprema del nostro genere, dei Romei, della nostra Santissima Madre di Dio, della Padrona, ha preso dice l’icona della Santissima Madre di Dio delle Blacherne [2], quella che potete vedere anche qui alla mia destra, la piccola icona che veneravate prima, che è conservata, secondo la tradizione, al Sacro Monastero Dionysiou al Monte Athos. Emana mirra l’icona. E per questo il suo viso si è ricoperto di mirra e dai tanti secoli, vedete che si è ricoperta. Però si preserva la forma della figura della Madre di Dio che ha in braccio il bambino Gesù.

Proprio questa icona aveva con sé il Patriarca Sergio presso le mura della città, rincuorando i pochi protettori della comunità che era senza protezione, e invocandola con le donne e i bambini che erano racchiusi nella città sotto assedio. Con la preghiera e le lacrime hanno provocato una tremenda tromba d’aria che ha ribaltato tutte le navi degli Avari, e quando hanno visto accadere questo, anche i Persiani si spaventarono dell’intervento di Dio, e specialmente, vedendo il Patriarca con i sacerdoti fare la litania sopra le mura della città. Tutto ciò ha provocato in loro stupore e paura e hanno tolto l’assedio. Sempre secondo la tradizione, dopo la gioia della libertà che non è stata distrutta dagli Avari e i Persiani, il Patriarca Sergio scrisse questo inno che i nostri cantori di nuovo e tante volte, hanno cantato, come Kontakion, come preambolo prima di ogni parte dei Chairetismoi.
Condottiera Suprema (Τη υπερμάχω στρατηγώ), così è stato scritto questo inno. Però i fedeli già precedentemente conoscevano un “Inno Akathistos”. E sono i Chairetismoi della Santissima Madre di Dio, di cui abbiamo goduto poco fa. ‘Ave, vita di segreta beatitudine’ (χαίρε, ζωή μυστικής ευωχίας), cioè avrai una segreta grazia e gioia dal piacere, questo significa, tu che parli alla Santissima Madre di Dio e le canti inni di glorificazione e di ringraziamento. “Ave, mia Santissima Madre di Dio!” Tutti questi Ave che abbiamo sentito, “Ave tu che alzi gli uomini” (Χαίρε, άνόρθωσις των ανθρώπων), “Ave, tu che abbassi i demoni” (χαίρε, κατάπτωσις των δαιμόνων), così un Akathistos molto antico, molti dicono che è dal tempo di Romano il Melode, di questi Chairetismoi è sconosciuto l’autore, e tutte le grandi opere, è meglio se rimangono i poeti anonimi, anche se possono essere anche tanti i poeti. Anche se la scrittura ha odore della grazia e della gioia segreta del Santo Romano il Melode.
Così si sono uniti i Chairetismoi della Santissima Madre di Dio, che è un inno antico, prima del 626, insieme alla Condottiera Suprema, e tutti questi si sono chiamati l’inno Akathistos. Quello di cui sono stato ispirato, e voglio che fate pazienza a sentirlo, gli adoratori della Santissima Madre di Dio, gli onoratori di Lei, è il valore dei Chairetismoi della Santissima Madre di Dio nella nostra vita. E addirittura non sono parole mie. Provengono da tanti santi degli ultimi anni. Di San Giustino Popovich, di San Paisio, di San Giuseppe l’Esicasta e di altri Santi. Sentite qui, così non mi metto a parlare più del dovuto.
«I Chairetismoi della Santissima Madre di Dio sono una sequenza che c’è nella vita dei Cristiani, durante la durata di tutto l’anno. Non esiste solo nella giornata dell’inno Akathistos, o nei venerdì prima della Settimana Santa. Direi che sono necessari nella nostra vita perché il miracolo è necessario nella vita dell’uomo durante tutta la durata della sua vita, senza il miracolo, la nostra vita non è favolosa, è monotona. Ciò che respiriamo è un miracolo. Il fatto che abbiamo acqua e cibo, di nuovo è un miracolo. Quando piove a Cipro è un miracolo. Molti fedeli mi dicevano, fate le suppliche (paraklisis). Portate l’icona della Santissima Madre di Dio di Kykkos. Portate San Davide di Eubea. Piove. Dite un ringraziamento alla Santissima Madre di Dio. Quando diciamo i Chairetismoi sono un ringraziamento. Quando celebriamo la Divina Liturgia è un ringraziamento. Per questo la liturgia si chiama anche Divino Ringraziamento. Il fatto che siamo nella grazia della Santissima Madre di Dio è che ci sentiamo che siamo la sua isola, è un grande miracolo.
Infine, chiunque ama la Santissima Madre di Dio e avanza nel mistero della Santissima Madre di Dio è come salisse sull’arca che si chiama Chiesa. Non possiamo dire, sai, amo Cristo, leggo il vangelo ogni giorno, ma nelle Panaghie e nei Santi che hanno imitato Dio quanto potevano non crediamo. Questo, sapete, è protestantesimo. Chiunque ama la Chiesa, ama la Santissima Madre di Dio. Chi si salva nella Chiesa dovrà trovare modi di comunione e di comunicazione con la Santissima Madre di Dio.
Non è per caso, che una delle importanti icone della Santissima Madre di Dio, dalle prime che ha disegnato l’Apostolo ed Evangelista Luca, è la Santissima Madre di Dio Odigitria (= che indica la strada, guida). Se fate attenzione, è la Santissima Madre di Dio che si trova all’Iconostasi. Se fate attenzione, questa è un’icona dove la Santissima Madre di Dio è grandiosa e tiene Cristo con calma e con la mano indica il bambino Gesù Cristo.
È come se ci dicesse: Volete salvarvi? Volete cambiare? Volete essere aiutati come persone? Venite vicino a me. Io sono la guida, e io vi guiderò a Cristo. Cristo salva ovviamente. Ma salva anche attraverso la Santissima Madre di Dio.
E non è un caso che uno degli auguri di base e le acclamazioni della Chiesa, lo sentivamo stasera di continuo, è Santissima Madre di Dio, salvami. San Paisios, quando qualcuno gli ha chiesto, ma se la nostra salvezza è nelle mani di Dio perché quando evochiamo la Santissima Madre di Dio diciamo Santissima Madre di Dio, salvami? Rispose il saggio gheron: “Diciamo che una donna ha come vicina di casa la madre di un ministro. E la prega di trovare un lavoro per suo figlio. La vicina di casa è volenterosa, però non lo farà lei stessa, ma pregherà suo figlio, che come ministro ha questa possibilità, e farà il favore alla madre”.
Così anche noi. Preghiamo la Santissima Madre di Dio di salvarci. E la Santissima Madre di Dio supplica suo figlio e Lui che ha la forza le farà il favore perché ama molto sua Madre. La Santissima Madre di Dio porta tutto a Cristo, ma con il suo affetto e la sua tenerezza, riempie la nostra anima di amore e amore divino verso Cristo.
Io supplico la Santissima Madre di Dio, dice San Paisios, di prendermi il cuore, e dopo averlo pulito, di tagliarlo in 4 pezzi. Dare tre pezzi alla Santa Triade e un pezzo per tenerlo pe Lei. E quando hanno chiesto al Santo se è una mancanza di riverenza quando uno prega con più disinvoltura alla
Santissima Madre di Dio in confronto a Cristo, lui ha risposto così. Anche io così mi sento. Dal troppo rispetto a Cristo, mi sento più a mio agio con la Santissima Madre di Dio.
Come anche i bambini. Anche se sono dei ragazzi grandi, vanno dalla madre con più coraggio per via del rispetto verso il padre. Le persone che hanno una vera riverenza e rispetto a Cristo, si contraggono davanti a Cristo, invece verso la Santissima Madre di Dio hanno più coraggio, e si avvicinano a lei facilmente, perché la Santissima Madre di Dio appartiene al genere umano.
Infatti, San Paisios consigliava i fedeli di dire i Chairetismoi della Santissima Madre di Dio ogni giorno, perché hanno molta grazia. E consigliava, quando abbiamo qualche tristezza o quando siamo caduti spiritualmente, di cantare il “Tutti Proteggi Virtuosa” (Πάντων προστατεύεις, Αγαθή), e il “Sei la gioia di tutti i rattristati” (Πάντων θλιβομένων η Χαρά), dicendo che la Santissima Madre di Dio non ci lascia. Ci trasporta sulla sua schiena. Basta che lo vogliamo anche noi e non diamo i calci come fanno i bambini monelli.
Diceva anche che la Santissima Madre di Dio, ogni volta che ne abbiamo bisogno, risponde subito alla nostra preghiera. E quindi, quando non ne abbiamo bisogno ci lascia, così diventiamo più coraggiosi. Quanto potete, tenetevi al vestito della nostra grandissima Signora Santissima Madre di Dio, così vi aiuterà.
Il gheron Efrem di Arizona, che è stato discepolo del Santo Giuseppe l’Esicasta, diceva che chiunque legge ogni giorno i Chairetismoi, riceve una grande protezione e copertura dalla Santissima Madre di Dio. Lui stesso aveva svelato che molte volte la Santissima Madre di Dio è apparsa a persone che dicevano i Chairetismoi con fede e li ha salvati da grandi prove.
Il Santo Giuseppe l’Esicasta diceva i Chairetismoi ogni giorno, anche durante la notte. Considerava questa preghiera come un grande strumento di catarsi spirituale e unione con la Santissima Madre di Dio. Il San Nicodemo l’Aghiorita diceva che la lettura frequente dei Chairetismoi rafforza l’anima, porta benedizione alla casa, e protegge da ogni male.
San Porfirio, il Kafsokalivita, diceva che chiunque legge i Chairetismoi ogni giorno vedrà grandi cambiamenti nella propria vita, sia spirituali che materiali. Il Santo Efrem il Katounakiota diceva, non fermatevi mai di dire i Chairetismoi, vedrete la Santissima Madre di Dio agire in un modo grandioso nella vostra vita.
Quanto importante quindi è fratelli miei, pregare ogni giorno alla Santissima Madre di Dio. Lei è la nostra madre. Che sconfigge ogni passione. Quanto è importante che cerchiamo dentro il nostro cuore e ognuno di noi deve vedere qual è la sua passione dominante e chiedere l’antidoto.
Chiedere il farmaco. Io, che ho rabbia, devo chiedere alla Santissima Madre di Dio di darmi un po’ dalla sua mansuetudine. L’altro che ha la gelosia e odia le cose buone del suo prossimo, deve chiedere alla Santissima Madre di Dio, e dovrà dirle, dammi amore per il mio prossimo, per quello che è vicino a me, che non provi gelosia verso di lui, che non lo odi, ma che l’ammiri, che gli faccia i complimenti, che gli voglia bene senza gelosia.
Abbiamo tentazioni carnali difficili, che danno fastidio al nostro cuore. La più adatta per pulire il nostro cuore dalle tentazioni carnali e pensieri, è la nostra Santissima Madre di Dio. L’unica pura e incontaminata Vergine. Questo ho imparato dai miei Santi gherontes, Iakovo e Evmenio.
Hai qualsiasi fiamma carnale? Devi indirizzarti alla Santissima Madre di Dio. Parla con lei. Dedica a lei quindici minuti al giorno, leggendo i Chairetismoi. In questo modo, otteniamo un rapporto con la nostra Santissima Madre di Dio.
Le persone prima di noi questo facevano. Imparavano i Chairetismoi a memoria. Anche se non sapevano neanche leggere molto bene. Mia madre Milia mi diceva, figlio mio, quando impastavamo, dicevamo i Chairetismoi, e il pane diventava molto dolce.
E dicevamo: è il pane della Santissima Madre di Dio. I Chairetismoi lo facevano dolce. Andavamo al campo, o con il cavallo o a piedi, nel frattempo cosa dicevamo? Avevamo imparato da mia madre, mi diceva, di non chiacchierare. Di non sparlare, di non fare commenti sugli altri, di non giudicare, di non aprire conversazioni superflue. Dicevamo i Chairetismoi. E così si santificavano i vecchi Ciprioti.
E se la memoria era debole, e non si ricordavano tutti i Chairetismoi, dicevano molte volte il ‘Theotoke Parthene’ (Θεοτόκε Παρθένε), ‘Santissima Madre di Dio salvaci’ (Υπεραγία Θεοτόκε, σώσον ημάς), molte volte dicevano quello che ha detto anche a me San Paisios. ‘Santissima Madre di Dio coprici’.
Avevamo chiesto una volta al nostro Santo gheronta Iakovo, quando una persona sta ai suoi ultimi momenti, esce la sua anima dal suo corpo. L’ora dell’uscita dell’anima, noi i parenti, gli amici, i preti, cosa dobbiamo fare in quel momento? Sapete quale era il suo consiglio? Di leggere i Chairetismoi alla Santissima Madre di Dio. Questo ci ha detto. Finché l’anima è unita con il corpo, leggiamo i Chairetismoi alla Santissima Madre di Dio. Appena però si divide l’anima dal corpo e questo corpo muore, allora dobbiamo iniziare a leggere il Salterio. Finché è viva la persona, nel letto della morte, leggiamo i Chairetismoi. Appena va via l’anima, iniziamo il Salterio.
Ecco perché è molto importante avere un buon rapporto con la nostra Santissima Madre di Dio, perché avremo bisogno di Lei quando uscirà la nostra anima. Gli spiriti maligni rimarranno alla larga. E ci darà illuminazione la Santissima Madre di Dio in quell’ora per combattere, così prenderemo anche qualche corona di martirio. Ma anche quando la nostra anima uscirà e salirà verso il nostro Salvatore Gesù Cristo, avremo virtù, e scorte di virtù, come l’elemosina, il pentimento, il perdono, la bontà, il digiuno, la preghiera e le veglie notturne. Quando la persona coltiva queste virtù, le troverà avanti a sé. Tutto quello che facciamo in terra lo troviamo nei cieli. E soprattutto, incontriamo l’elemosina, l’amore e l’onore verso la nostra Santissima Madre di Dio.
Fratelli miei, sempre i Romei, quando avevano da affrontare difficoltà, o personali, o di gruppo, andavano dalla Condottiera Suprema, la nostra Santissima Madre di Dio, chiedendo la sua protezione e copertura, per vedere ancora una volta il miracolo dell’unione del figlio di Dio, con la Santissima Madre di Dio. Della nascita del Teantropo, della Sua Chiesa.
Specialmente nella nostra epoca, che è tanto paradossale, pericolosa e demoniaca, l’intervento della Santissima Madre di Dio, dei Santi, e dietro di loro, del Dio Trinitario, è così vivo che nonostante gli sforzi delle persone che servono le tenebre e il diavolo, non c’è la faranno. Perché là dove ara il diavolo semina Dio. Questo lo dobbiamo credere con tutta la nostra forza e volontà. Perché la fede salva.
Dobbiamo credere alla Santissima Madre di Dio che ci dice: “Chi mi saluta almeno una volta al giorno, con i Chairetismoi che molto amo, lo proteggerò, lo tutelerò da qualsiasi male, lo vigilerò durante tutta la durata della sua vita. E quel giorno della Seconda Venuta, prenderò le sue difese davanti a mio Figlio”.
Mi ricordo che ad una delle mie visite a San Paisios, tanti anni da quando ero studente all’Università, ero un giovane ragazzo allora, e avevo iniziato ad andare a trovarlo, mi disse: “ma dai, di cosa avete paura i Ciprioti? Quando arriveranno i tempi difficili per l’umanità tu sarai di mezz’età. Voi avrete un ombrello di protezione. Altri dovranno essere tristi, altri dovranno sentirsi male. Voi avete il vostro rapporto con la Santissima Madre di Dio e i vostri Santi e tutto il resto, e la liberazione della vostra terra vi sarà data, perché piano piano questa cosa da adesso la state facendo (intende di aver un buon rapporto con la Panaghia).
Quanto si sente la parola del Santo piena di speranza, per la nostra terra e per tutto il mondo, in un’epoca piena di insicurezza e preoccupazione per tutte le cose che stanno succedendo in ogni parte del mondo. In questa epoca dove veramente il diavolo ara, la Santa Quaresima è un eccellente periodo di pentimento e di confessione. Per aver la nostra anima leggera in qualsiasi circostanza.
Ma anche se non avremo guerre, tutti dicono che la terra stessa non sopporta più il peccato delle persone, che loro stessi fanno diventare anche legge. Non pensate che però un piano ce l’hanno solo gli islamisti, i sionisti, gli americani, i russi e gli europei. Un piano ce l’ha anche il nostro Dio Trinitario, che ha creato il mondo. Permetterà Dio che il Suo creato venga distrutto? No. Sempre in ogni Stato, ci saranno le persone di Dio, pochi, ma loro saranno il lievito, dai quali Dio farà la sua nuova ciurma.
Dopo tutti questi fatti che succederanno e già succedono, verrà una grande pace. Allora Dio, questo lievito, le Sue persone, le userà insieme ai Santi nel cielo, e predicherà l’Ortodossia in tutto il mondo. Noi dobbiamo pensare una cosa sola: faremo parte di questo lievito?
A me questo frulla nella mia mente. Per questo, la prima cosa è se voglio essere veramente dentro al lievito. La seconda cosa è provare a combattere tenendo in mente i comandamenti di Cristo. Dovrò pentirmi, confessarmi e fare la comunione spesso.
Quando lavoro così, la paura sarà poca, l’illuminazione sarà tanta e la copertura della Santissima Madre di Dio ci coprirà. Specialmente le persone di Dio. Buona Pasqua a tutti.
NOTE:
[1] I cittadini dell’Impero d’Oriente non si chiamarono mai bizantini, com’è in uso nella letteratura anche scientifica occidentale, ma si auto-definivano Romei, ovvero Romani, perché si ritenevano giustamente cittadini dell’Impero Romano ancora vivo e vegeto in Oriente. Da non dimenticare che già con l’Imperatore Costantino la capitale dell’Impero Romano fu portata a Costantinopoli.
[2] Detta anche Blachernitissa. Si tratta dell’icona più antica e probabilmente più preziosa del Monte Athos: la Theotokos dell’Akathistos (o “dei Saluti”). Sul retro dell’icona originale è incisa la seguente iscrizione: “Questa è la miracolosa Icona che il Patriarca Sergio tenne mentre percorreva le mura di Costantinopoli e che liberò la città dall’assedio dei barbari, e che fu donata al Monastero di Dionysiou dall’imperatore Alessio”. L’icona subì diverse vicissitudini, inclusi due furti — uno durante una razzia pirata nel 1592 e uno nel 1767 — ma ogni volta fu miracolosamente recuperata. A causa dell’emanazione continua di mirra, i volti sull’icona sono diventati quasi indistinguibili, ma essa continua a essere un punto focale di venerazione. L’icona è nota anche come “Theotokos dell’Akathistos” o “Panagia delle Blacherne”, ed è ancora custodita al Sacro Monastero di Dionysiou sul Monte Athos, esattamente la stessa icona che il Patriarca Sergio portò in processione nel 626. Si tratta di un’icona molto piccola, quasi illeggibile per la mirra che emana, e costituisce uno dei tesori più sacri della spiritualità ortodossa. Tradizionalmente attribuita all’evangelista Luca, l’icona fu realizzata in cera e mastice.




