Capitoli precedenti: P. Seraphim Rose: Corso di sopravvivenza. Lezione 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 78

Lezione 9 

RIVOLUZIONE IX  

A. Introduzione  

1. Seconda metà del XIX secolo: il realismo sostituisce il romanticismo, il socialismo “scientifico” sostituisce il socialismo utopico, l’idea di “guerra di classe” è promossa da propagandisti come Marx, l’industrialismo crescente con condizioni di fabbrica si aggiunge a disordini e disordini. La rivoluzione smette di sognare e chiede di agire.  

2. Qui vedremo le filosofie rivoluzionarie più radicali – ma nessuna di queste ci rivelerà interamente la “teologia” della Rivoluzione – dobbiamo metterle tutte insieme e applicare lo standard del cristianesimo ortodosso. 

3. L’attività del diavolo si fa sempre più evidente e il suo nome comincia ora ad essere invocato. Ivan Karamazov.1 

B. Rivoluzione del 1848 

1. Di per sé produsse pochi risultati, ma innalzò lo “Spettro rosso”. Il Manifesto Comunista di Marx uscì nel gennaio 1848, poco prima delle Rivoluzioni. La rivoluzione iniziò in Francia il 22 febbraio quando i banchetto e le manifestazioni proibite dei riformatori proibiti, in poche ore il re fuggì. I riformatori sociali si sono incontrati per progettare la Repubblica e poi:2  

“Così nel giro di poche ore la monarchia fu spazzata via e fu proclamata la ‘Repubblica socialdemocratica’. 

“Ma ora gli uomini che avevano provocato la crisi si trovavano di fronte all’opera di ricostruzione, una questione molto diversa. Perché una cosa è sedersi alla propria scrivania tranquillamente a scrivere delle bellezze della rivoluzione, un’altra è trovarsi nel mezzo di una città tumultuosa dove tutte le fonti della legge e dell’ordine sono state infrante; una cosa è parlare in modo romantico della «sovranità del popolo», è meno confortante per la propria vanità trovarsi di fronte a lavoratori di vera carne e sangue che chiedono insolentemente il compimento delle promesse fatte loro. Questa fu l’esperienza che toccò agli uomini che componevano il governo provvisorio il giorno dopo l’abdicazione del re. Tutti sostenitori della rivoluzione sociale, ora per la prima volta hanno visto la rivoluzione faccia a faccia – e l’hanno apprezzata meno che sulla carta. 

“Issata la bandiera rossa da parte della popolazione – descritta da Lamartine come ‘il simbolo di minacce e disordini’ – aveva terrorizzato tutti tranne Louis Blanc, e fu solo quando Lamartine in un appassionato discorso non ebbe pregato la moltitudine inferocita di restaurare il tricouleur che la bandiera rossa fu finalmente abbassata e i deputati poterono ritirarsi all’Hotel de Ville e discutere il nuovo schema di governo.

“In tutta la storia del ‘Movimento operaio’ non si è mai vista una scena più drammatica di quella che si è verificata ora. Seduti intorno al tavolo del consiglio c’erano gli uomini che negli ultimi dieci anni avevano acceso il popolo con entusiasmo per i principi della prima Rivoluzione: Lamartine, panegirista della Gironda, Louis Blanc il Robespierriste, Ledru Rollin, il cui principale motivo di orgoglio era la sua presunta somiglianza con Danton.  

«Improvvisamente la porta della camera del consiglio si spalancò ed entrò un operaio, pistola in mano, la faccia contorta dalla rabbia, seguito da molti dei suoi compagni. Avanzando verso il tavolo dove sedevano i tremanti demagoghi, Marche, perché questo era il nome del capo della delegazione, colpì il pavimento con il calcio del fucile e disse ad alta voce: «Cittadini, sono passate ventiquattro ore dal compimento della rivoluzione; le persone aspettano i risultati. Mi mandano a dirti che non sopporteranno più ritardi. Desiderano il diritto al lavoro, il diritto a lavorare subito».  

«Ventiquattro ore da quando era stata fatta la rivoluzione, e i Nuovi Cieli e la Nuova Terra non erano ancora stati creati! I teorici avevano calcolato senza l’immensa impazienza del “Popolo”, avevano dimenticato che per semplici menti pratiche dare è dare rapidamente e subito; che gli immensi cambiamenti sociali rappresentati da Louis Blanc nella sua Organization du travail come una questione abbastanza semplice erano stati accettati dagli operai con lo stesso spirito indiscusso; delle enormi difficoltà connesse al riadattamento delle condizioni del lavoro, del tempo necessario per ricostruire l’intero sistema sociale, Marche e compagni non potevano avere idea. Era stato loro promesso il “diritto al lavoro” e la gigantesca organizzazione che quella breve formula comportava doveva essere realizzata in un giorno e messa in atto immediatamente.  

“Louis Blanc ammette che la sua prima emozione nel sentire la filippica di Marche è stata quella di rabbia; era meglio se avesse detto di vergogna. Era lui più di ogni altro che aveva mostrato agli operai la terra promessa, e ora che si era rivelata un miraggio era lui, più di ogni altro, da biasimare. Prima di promettere bisogna saper fare e agire senza indugio. 

«Evidentemente era Lamartine che gli operai consideravano l’ostacolo principale alla loro richiesta del ‘diritto al lavoro’, perché durante tutto il suo discorso Marche aveva fissato i suoi occhi, ‘ardenti di audacia’, su quelli del poeta della Gironda. Lamartine, oltraggiato da questo atteggiamento, rispose allora con tono imperioso che se fosse stato minacciato da mille morti, se fosse stato condotto dal Marche e dai suoi compagni davanti ai cannoni carichi giù sotto le finestre, non avrebbe mai firmato un decreto di cui non avrebbe capito il significato. Ma alla fine, vincendo la sua irritazione, adottò un tono più conciliante, e posando la mano sul braccio dell’operaio arrabbiato lo pregò di avere pazienza, indicando che per quanto legittima potesse essere la sua richiesta, una misura così grande come l’organizzazione del lavoro occorre tempo per elaborarla, che di fronte a tante grida di necessità bisogna dare al governo il tempo di formulare i suoi schemi, che bisogna consultare tutti gli uomini competenti… 

“L’eloquenza del poeta trionfò, gradualmente l’indignazione di Marche si spense; gli operai, uomini onesti commossi dall’evidente sincerità di chi parlava, si guardarono negli occhi interrogativi, con un’espressione di rassegnazione, e Marche, interpretando il loro atteggiamento, gridarono: «Allora sì, aspetteremo. Avremo fiducia nel nostro governo. La gente aspetterà; mettono tre mesi di miseria al servizio della Repubblica!’  

“Sono mai state pronunciate parole più patetiche in tutta la storia della rivoluzione sociale? Come i loro antenati del 1792, questi uomini erano pronti a soffrire, a sacrificarsi per la neonata Repubblica rappresentata loro come unica speranza di salvezza per la Francia, e animati da questo nobile entusiasmo erano disposti a fidarsi dei ciarlatani politici che li avevano guidati con giuste promesse in un’insurrezione fallita. Anche mentre Lamartine sollecitava la pazienza, Louis Blanc, sempre intento alle sue teorie inesperte, si era ritirato nella feritoia di una finestra, dove, con Flocon e Ledru Rollin, redasse il decreto, fondato sul 10° articolo della «Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo», con cui il Governo Provvisorio si impegnava a «garantire il lavoro a tutti i cittadini». Louis Blanc fu probabilmente l’unico uomo presente che credette nella possibilità di mantenere questa promessa, eppure tutti finirono per sottoscriverla, e lo stesso giorno il decreto fu pubblicamente proclamato in tutta Parigi.  

“Due giorni dopo i Laboratori Nazionali, sotto la direzione di Emile Thomas e di M. Marie, furono aperti. Il risultato fu inevitabilmente disastroso, essendo il lavoro necessario insufficiente, gli operai furono mandati qua e là da un datore di lavoro all’altro, si concepirono lavori inutili che si rivelarono necessariamente scoraggianti per gli uomini ad essi addetti, mentre gli operai dei mestieri specializzati per i quali non c’era impiego fu trovato che doveva essere mantenuto con “un sussidio di disoccupazione”. Quest’ultimo provvedimento, il più demoralizzante di tutti, ha avuto l’effetto di attirare nella capitale migliaia di lavoratori da tutto il Paese, e anche dall’estero».3

I lavoratori erano idealisti4 

«Gli operai, da parte loro, si sono mostrati perlopiù perfettamente sani e ragionevoli, chiedendo protezione dallo sfruttamento degli intermediari e una riduzione dell’orario di lavoro a dieci o undici ore al giorno, fornendo per la loro ragione una teoria sostenibile forse in un periodo in cui la giornata lavorativa consisteva in quattordici o quindici ore, ma che oggi è stata pervertita nel sistema disastroso noto come “Ca’ Canny”, ovvero che ‘più è lunga la giornata, meno lavoratori sono occupati, e che gli operai che sono occupati assorbono un salario che potrebbe essere diviso tra un numero maggiore di lavoratori». Hanno anche “criticato il lavoro eccessivo come ostacolo alla loro educazione e allo sviluppo intellettuale delle persone”.  

“Comunque, sana o meno nella sua economia politica, i parigini in questa crisi non si sono mostrati in alcun modo inclini alla violenza; il popolo non desiderava spargimenti di sangue e barricate, roghi e distruzione. Ridotti alla sua espressione più semplice, chiedeva solo due cose: pane e lavoro: quale domanda più giusta si sarebbe potuta formulare? Ed erano pronti, come aveva detto Marche, ad aspettare, a soffrire, a sacrificarsi non solo per il proprio bene ultimo, ma per la gloria della Francia. Fuorviati com’erano stati dai visionari, illusi com’erano sui benefici della prima Rivoluzione francese, chiesero che non si ripetessero i suoi orrori ma solo di poter lavorare in pace e fraternità. 

“Cittadini…” scrivevano gli stampatori di stoffa al Governo Provvisorio alla fine di marzo 1848, “noi, noi stessi lavoratori, stampatori di roba, vi offriamo la nostra debole collaborazione, vi portiamo 2000 franchi per aiutare il successo della tua nobile creazione… Rassicura chi crede in un ritorno alle sanguinose scene della nostra storia! Che siano rassicurati! Né la guerra civile, né la guerra all’estero lacerino le viscere della nostra bella Francia! Siano rassicurati sulla nostra Assemblea Nazionale, perché non ci saranno né Montagnard né Girondini! Sì, si tranquillizzino e aiutino a dare all’Europa uno spettacolo magico, mostrino all’universo che in Francia non c’è stata violenza nella rivoluzione, che c’è stato solo un cambio di sistema, che l’onore è succeduto alla corruzione, la sovranità del popolo e dell’equità all’odioso dispotismo, la forza e l’ordine alla debolezza, l’unione alle caste, alla tirannia questo sublime dispositivo: “Libertà, Uguaglianza, Fraternità, progresso, civiltà, felicità per tutti e tutti per la felicità!” 

Ma il governo iniziò a promuovere riforme utopiche e la gente a Parigi e nelle province iniziò a temere i “lavoratori” come rivoluzionari. Louis Blanc ha proclamato l’obiettivo del “dominio assoluto del proletariato”. Poi una manifestazione a favore della Polonia.5 

“…[I] rivoluzionari…, ora legalmente esclusi dal governo, furono obbligati a cercare un ulteriore pretesto per incitare il popolo. Ciò fu fornito da una rivolta in Polonia che le truppe prussiane avevano spietatamente represso il 5 maggio, e gli operai di Parigi furono chiamati a radunarsi a migliaia per protestare contro questa esibizione di autorità arbitraria. Di conseguenza, il 13 come in una processione, da 5000 a 6000 persone… marciava verso Place de la Concorde, gridando: ‘Vive la Pologne!’ Gli operai in mezzo alla folla, che avevano cominciato in buona fede ad agitarsi, come era stato detto loro di fare, a favore della Polonia oppressa, non erano animati da intenzioni rivoluzionarie e non si sognavano mai di rovesciare l’Assemblea eletta a suffragio universale. Ma, come al solito, nelle loro fila si erano mescolati agenti del disordine, estranei, dall’aspetto sinistro, pronti a schierarsi con la polizia o con la mafia per provocare una rivolta, donne ben vestite non del popolo sono state osservate incitare la folla alla violenza.  

“Al ponte del Concorde il corteo parve esitare, ma Blanqui, mettendosi ora in testa, gridò forte: ‘Avanti!’ e tutta la massa si sollevò verso il palazzo occupato dall’Assemblea. Il piccolo numero di guardie nazionali riunite si dimostrò impotente ad arginare l’immane marea di 150.000 uomini e donne, che si spinsero avanti con tale forza che un certo numero di persone furono schiacciate a morte all’ingresso del palazzo. 

“Fu allora che Lamartine, più coraggioso dei suoi predecessori, i rivoluzionari del 1792, si fece avanti dall’Assemblea e affrontò il popolo. 

“Cittadino Lamartine”, ha detto uno dei leader, Laviron, “siamo venuti a leggere una petizione all’Assemblea a favore della Polonia…”  

“Non passerai,” rispose Lamartine imperiosamente. 

“Con quale diritto ci impedirai di passare? Noi siamo la gente. Per troppo tempo hai fatto belle frasi; la gente vuole qualcosa oltre alle frasi, vuole andare all’Assemblea e manifestare i suoi desideri».  

“Quanto era vera la parola pronunciata da una voce tra la folla in questo frangente: ‘Infelici, che fate? Respingete la causa della libertà da più di un secolo!”.  

“Invano gli uomini che avevano sollevato la tempesta ora hanno cercato di sedarla. Mentre la folla si accalcava nell’aula dell’Assemblea, Thomas, Raspail, Barbes, Ledru Rollin, Buchez, Louis Blanc lottavano tra il caldo soffocante del primo maggio e l’odore dell’umanità ammassata per far sentire la propria voce. Louis Blanc al tavolo dichiarò che “il popolo con le sue grida aveva violato la propria sovranità”; la folla ha risposto con grida di: ‘Vive la Pologne! Viva l’organizzazione del lavoro! Louis Blanc, aggredito con l’arma da lui stesso forgiata, fu ridotto all’impotenza; non era più il teorico ad averli illusi con le parole richieste dal popolo, ma Blanqui, l’uomo d’azione, istigatore di violenza e di furore. ‘Blanqui! Dov’è Blanqui? Vogliamo Blanqui!’ era il grido della moltitudine. E all’istante, portato sulle spalle della folla, apparve la strana figura del famoso agitatore: un ometto prematuramente curvo, con occhi selvaggi che guizzavano fiamme da cavità sprofondate nel pallore malaticcio del suo viso, con i capelli neri rasati stretti come un monaco, il suo cappotto nero abbottonato fino alla cravatta nera, le sue mani avvolte in guanti neri – e a questa visione sinistra un silenzio cadde sulla folla. Blanqui, adattandosi al temperamento del suo pubblico, pronunciò quindi un’arringa chiedendo che la Francia dichiarasse immediatamente guerra all’Europa per la liberazione della Polonia – davvero una strana misura per alleviare la miseria pubblica a Parigi! Nel frattempo Louis Blanc, con una bandiera polacca tra le mani, stava facendo un valoroso sforzo per recuperare la sua popolarità. Un eloquente discorso sulla «sovranità del popolo» ebbe finalmente l’effetto desiderato, e tra grida di «Viva Louis Blanc! Viva la Repubblica sociale e democratica!’ anche lui fu issato sulle spalle del popolo e portato in trionfo. Ma l’emozione del momento si rivelò troppo grande per il fragile corpo; Louis Blanc, con la faccia grondante di sudore, tentò invano di rivolgersi alla folla, ma dalle sue labbra non uscì alcun suono e, finalmente accasciato a terra, cadde svenuto su un sedile. 

“La demenza della folla, incitata dai ‘Clubistes’, ora ha raggiunto il suo apice. Mentre Barbes tentava invano di pronunciare un discorso, il tribuno fu assalito da un gruppo di maniaci, che a pugni chiusi si minacciarono a vicenda e affogarono la voce in grida tumultuose. Per aumentare la confusione, le gallerie cominciarono a crollare sotto il peso della folla crescente e un serbatoio d’acqua scoppiò e inondò il corridoio. 

“A questo punto Huber, anch’egli caduto in un lungo deliquio, improvvisamente riprese conoscenza e, salendo sul tribuno, dichiarò con voce di tuono che l’Assemblea era sciolta in nome del popolo. 

“Nello stesso momento Buchez fu sbalzato giù dalla sedia, Louis Blanc fu condotto dalla folla sulla spianata degli Invalides, Raspail svenne sul prato, Sobrier fu portato in trionfo dagli operai e Huber scomparve.  

“Poi è seguita l’inevitabile reazione. Le truppe sono arrivate sul posto e disperso la folla, Barbes fu arrestato. Louis Blanc, con i capelli arruffati e gli abiti strappati, riuscì a fuggire dalle Guardie Nazionali e si rifugiò nell’Assemblea, solo per trovarsi assalito da grida di indignazione. 

“Parli sempre di te stesso! Non hai cuore!”  

“Mentre si svolgevano queste scene straordinarie all’Assemblea, un’altra folla di 200 persone aveva invaso la Prefettura di Polizia, dove Caussidière seguendo l’esempio di Petion, il 10 agosto, rimase discretamente in attesa di vedere da che parte era cambiata la marea prima di decidere la rotta da seguire. Di fronte a una folla inferocita di ribelli, il disgraziato Caussidière, fino a quel momento all’avanguardia della rivoluzione, iniziò nuovamente a parlare di “autorità costituzionale” e minacciò di far passare la sua sciabola attraverso il corpo di un ribelle. 

Con l’aiuto della Guardia Repubblicana, la Prefettura di Polizia fu finalmente evacuata e in tutta Parigi le truppe si misero a ristabilire l’ordine. «La repressione», scrive la contessa d’Agoult, «è senza pietà perché l’attacco è stato terribile»: parole che i fautori della rivoluzione non ricorderanno mai. Più feroce è l’assalto, più feroce deve essere la resistenza, e l’anarchia può sfociare solo nel dispotismo. Anche i capi rivoluzionari sono obbligati ad ammettere gli effetti reazionari del 15 maggio, e il popolo stesso, sempre colpito da un’esibizione di autorità, si schierò con i vincitori. Quando il 16 maggio i congiurati arrestati partono per Vincennes, sentono, percorrendo il Faubourg St. Antoine, le imprecazioni della folla di uomini, donne e bambini che, nonostante il caldo estremo della giornata, seguono le carrozze con insulti in bocca fino alle prime case di Vincennes».  

“Ma questa repulsione del sentimento popolare è stata solo momentanea; in poco tempo i socialisti avevano ristabilito il loro predominio sul popolo. Nelle elezioni suppletive del 5 giugno Pierre Leroux, Proudhon e Caussidière ebbero tutti successo e la situazione fu ulteriormente complicata dall’elezione di Luigi Napoleone Bonaparte.  

“Fu ora che i piani imperialisti dei bonapartisti divennero evidenti per la prima volta e che il grido di ‘Vive l’Empereur!’ è stato ascoltato per la prima volta. I capi di questa fazione, non meno di quelli dei socialisti, si resero conto che il rovesciamento del governo esistente doveva essere determinato da un’insurrezione popolare, e l’abituale arma dell’odio di classe fu usata da entrambi con uguale spregiudicatezza.  

Quando si tennero le elezioni, la maggioranza in Assemblea era monarchica! Tre giorni a giugno, tutti i partiti erano nelle strade e le guardie nazionali li hanno falciati tutti6 

“Poi sono seguiti i tre giorni paurosi dal 22 al 25 giugno. Furono nuovamente erette barricate nelle strade e la guerra dei coltelli fu dichiarata alla Repubblica. Come in ogni scoppio della Rivoluzione Mondiale, gli insorti erano composti da elementi belligeranti, tutti decisi a distruggere l’ordine esistente e tutti animati da obiettivi opposti. Così, …le folle che presero parte all’insurrezione includevano, oltre agli operai spinti dalla fame e dalla disperazione alla rivolta, un certo numero di persone oneste e credule ingannate dagli agitatori – “Comunisti, sognatori di un’utopia in cui ognuno ha un suo sistema e in disaccordo tra loro;” legittimisti, chiedendo la restaurazione della dinastia borbonica nella persona del duca di Chambord; Bonapartisti, partigiani di una reggenza; e infine, “la feccia di tutti i partiti, forzati e perdigiorno; in una parola, i nemici di tutta la società, uomini votati per istinto a idee di insurrezione, furto e saccheggio”.  

 Contro questo terribile esercito le truppe…rinforzate dalle Guardie Nazionali di tutta la Francia, manifestarono il massimo vigore, e il 26 giugno, dopo terribili combattimenti che lasciarono non meno di 10.000…”  

10.000 uccisi a Parigi. La rivoluzione si diffuse in Germania, Austria, Italia, Inghilterra, Spagna, ma fu repressa ovunque. Poi arriva Marx e il Partito della Rivoluzione organizzato per farne una di successo

[Inizia la trascrizione del nastro perduto:]  

…mille uccisi a Parigi. Da lì la Rivoluzione si estese in Germania, Austria, Italia, Inghilterra, Spagna. Ci sono state manifestazioni in molti luoghi, ma quasi ovunque è stata repressa abbastanza rapidamente; ed è stato il fatto del fallimento di questa rivoluzione che ha ispirato Marx. Marx ha deciso che ora è tempo di pianificare con molta attenzione una rivoluzione di successo in futuro e non solo avere alti ideali e fare dimostrazioni.  

Nella stessa Francia Napoleone prese rapidamente il potere e condusse le elezioni; tutti, tutti gli uomini in Francia hanno votato e ci sono stati sette milioni di voti contro 700mila per farlo imperatore, il che ha mostrato ciò che il popolo credeva quando ha avuto la possibilità di eleggere. E qualcuno : “Perché hai eletto Napoleone, che cos’ha? ” “Posso essere stato con Napoleone in Russia e non votare per [il discendente di?] Napoleone?”7 

Marx ed Engels 

Veniamo quindi ora al popolo, ai socialisti, agli anarchici di fine Ottocento che hanno preparato la storia del Novecento. Il primo che descriveremo brevemente è Marx che insieme a Engels sono quelli che hanno gettato le basi del marxismo in Russia. Lo stesso Engels era proprietario di una fabbrica e trascorse il suo tempo in Inghilterra; possedeva una fabbrica a Manchester. Marx era un giornalista ebreo che a quanto pare non ha svolto mai un lavoro nella sua vita, era costantemente ispirato da idee rivoluzionarie e pensava a come realizzare la rivoluzione. Nel 1844 i due si incontrarono a Parigi, nel 1847 si unirono alla Lega Comunista, un piccolo gruppo segreto di rivoluzionari, qualcosa come i “Quintets” di cui leggiamo in Dostoevskij. Secondo Engels questo piccolo gruppo non era in realtà molto di più del ramo tedesco delle società segrete francesi. Questo gruppo ha cercato di infiltrarsi in altri gruppi, ha prodotto propaganda e ha lavorato sulla questione dell’evoluzione di un sistema di successo, in particolare con le armi.  

Nel 1848, poco prima dello scoppio della rivoluzione, Marx pubblicò il suo Manifesto Comunista in cui diceva a tutti gli “operai del mondo di  unirsi”8 [e] di liberarsi dalle catene. Nel corso della sua vita, non si è mai particolarmente preoccupato degli operai: gli operai erano sempre molto più conservatori. Gli interessava solo usare questo gruppo per renderli insoddisfatti e poi usare questa insoddisfazione per realizzare un nuovo governo, che mettesse in pratica i suoi principi.  

I suoi principi li ha ottenuti da diverse fonti. Naturalmente, la principale è la Rivoluzione francese e i socialisti idealisti – solo in seguito fu così contrario a [questi] perché non erano scientifici – ma le sue idee millenarie provengono direttamente da loro. Poi le idee degli economisti britannici del suo tempo, molti di queste gli economisti britannici in seguito le hanno riviste perché irrealistiche; ma prese i primi che furono poi abbandonati.  

Un altra fonte era la filosofia idealistica tedesca, in particolare Hegel con la sua idea della marcia di Dio attraverso la storia, solo che ha portato via Dio. Dissero infatti di aver trovato Hegel sulla sua testa e lo raddrizzarono per togliergli Dio; e fecero del suo sistema di dialettica un materialismo dialettico, cioè spiegando tutto ciò che accade nel mondo come base di una sorta di provvidenza che  agisce da sola senza Dio: una specie di cause che non possono essere annullate. Questo dà ai comunisti la fiducia di essere dalla parte della storia, perché, semplicemente, le cose devono andare così, è così che funziona il mondo.  

Queste idee erano atee, materialiste, estremamente ingenue: la scienza è la risposta a tutto. Anche la filosofia è estremamente stupida, non c’è niente in cui valga la pena credere, ma il suo potere [di Marx] deriva dalla sua passione di rovesciare l’ordine esistente. E usava come capro espiatorio la borghesia, la classe media, che vedeva fare degli operai i loro schiavi.  

Ora la rivoluzione entra in una nuova fase: prima era la borghesia che voleva rovesciare l’aristocrazia e la monarchia; e ora sono le classi inferiori, presumibilmente, che vogliono rovesciare  la borghesia. Lavorò per sviluppare la coscienza di classe in modo che i lavoratori odiassero la borghesia e viceversa; e in larga misura vi riuscì, perché seguirono le scene violente della rivoluzione, perché questi due gruppi cominciarono a diffidare l’uno dell’altro.

Nel 1864 un gruppo di organizzazioni sindacali si riunì a Londra per formare quella che fu chiamata la Prima Internazionale, e Marx assunse la guida e la utilizzò per pubblicare le proprie idee. Chiunque fosse in disaccordo con lui si opponeva fanaticamente, ed era contro tutti, compresa la maggior parte dei lavoratori, perché non erano d’accordo con la sua filosofia. A poco a poco è riuscito a cacciare da questa Internazionale tutti coloro che erano contrari alle sue idee. Odiava anche i contadini. Odiava il proletariato; li chiamava “lumpen  proletariat”, cencioso proletariato Non amava affatto nessuno. Da quel momento, soprattutto negli anni ’80 e ’90, i vari partiti socialisti hanno cominciato a organizzarsi e svilupparsi, ed è allora che si è formato il Partito Comunista Russo. 

Bakunin 

Il secondo di questi pensatori è [Mikhail] Bakunin. Marx visse dal 1818 al 1883, Engels dal 1820 al 1885 e la funzione principale di Engels era di sostenere Marx e di essere d’accordo con le sue idee e così via. Marx era un grande intelletto. Bakunin è un tipo diverso di pensatore. Visse dal 1814 al 1876. Veniva dalla nobiltà russa, era abbastanza intelligente, estremamente pigro, passava le giornate a letto, frequentò per un po’ la scuola militare ma non ci riuscì perché era così pigro. Si è dilettato nella filosofia ed è diventato un rivoluzionario professionista. Prendeva costantemente in prestito denaro per andare da una città all’altra per iniziare una rivoluzione. Divenne amico di Marx in uno dei suoi viaggi all’estero e Marx vide subito che aveva una grande energia rivoluzionaria perché era molto acceso dall’odio per il vecchio ordine, e quindi cercò di usarlo per i suoi scopi. “Ha chiaramente  riconosciuto il valore del russo come un’enorme forza dinamica da utilizzare e poi mettere da parte quando avesse raggiunto il suo scopo”.9 L’unica cosa da capire è che il potere del marxismo sta nell’odio, e quando Lenin è salito al potere ha usato completa spietatezza, nessuna pietà, assolutamente uccidere, distruggere, non avere pietà di nessuno, nessuna pietà. 

C’è una descrizione qui di come Bakunin, quando era ancora giovane, ventinove anni, conobbe Marx nel 1844 a Parigi. «Marx ed io siamo vecchie conoscenze. Lo incontrai per la prima volta a Parigi nel 1844… Eravamo piuttosto buoni amici. Era un po’ più avanzato di me, come lo è ancora oggi, nelle idee rivoluzionarie  “non molto avanzato ma incomparabilmente più dotto di me”. 

Marx aveva studiato tutti questi filosofi e sistemi, ma Bakunin era semplicemente spontaneo. Allora non sapevo nulla di economia politica, non mi ero ancora liberato delle astrazioni metafisiche e il mio socialismo era solo quello dell’istinto. Lui, sebbene più giovane di me, era già un ateo, un dotto materialista e un socialista riflessivo. Fu proprio in questa epoca che elaborò i primi fondamenti del suo attuale sistema. Ci vedevamo abbastanza spesso, perché lo rispettavo molto per la sua conoscenza e la sua devozione, appassionata e seria, sebbene sempre mescolata con la vanità personale, alla causa del proletariato, e cercavo con ansia la sua conversazione, che era sempre istruttiva e spiritosa quando non era ispirato da odio meschino, che, ahimè! avveniva troppo frequentemente. Non c’è mai stata, tuttavia, alcuna franca intimità tra noi. I nostri temperamenti non lo permettevano. Mi ha chiamato idealista sentimentale, e aveva ragione; l’ho chiamato uomo vanitoso, perfido e scaltro, e avevo anche ragione».10 

Nel 1848 scoppiò la rivoluzione in Francia e Bakunin volle prendervi parte. Uno dei suoi compagni socialisti francesi ha detto di lui: “Che uomo! Il primo giorno di una rivoluzione è un  tesoro; il secondo è bravo solo a sparare”.11 

Non gli importava delle idee della rivoluzione; gli importava solo dell’energia, dei poteri demoniaci che venivano scatenati. Abbiamo una descrizione di come si comportò nella rivoluzione del 1870. Per prima cosa citeremo quella riguardante la Rivoluzione del 1848. Quando fu per la prima volta a Parigi durante la Rivoluzione del 1848, fu poi inviato con la missione di fomentare la rivoluzione nei paesi dell’Est. Si recò in parte della Russia occidentale, poi fu a Praga, poi a Dresda dove fu infine arrestato e inviato dalle autorità austro-tedesche in Russia. Fu posto nella fortezza dei Santi Pietro e Paolo e il conte Orloff venne a trovarlo e lo esortò a scrivere una confessione delle sue malefatte per l’imperatore come a un padre-confessore. Bakunin obbedì e Nicholas I lo lesse e disse: “È un ragazzo coraggioso con uno spirito vivace, ma è un uomo pericoloso e deve essere tenuto sotto chiave”.12 Questo era abbastanza realistico. Tuttavia, fuggì a Londra e, dopo che il nuovo imperatore Alessandro II lesse la sua confessione e vide che non aveva pentimento, fu mandato in Siberia e poi fuggì, attraverso l’Asia e l’America a Londra. Da quel momento in poi, è stato lì che ha trascorso la maggior parte del suo tempo: a Londra, in Italia e nell’Europa occidentale. 

Fondò varie società segrete ed ha come discepolo un certo Nechayev, un giovane che è stato uno dei nichilisti più spietati che questo tempo abbia conosciuto. Bakunin aveva questa febbre rivoluzionaria e in questi anni ’60 era circondato da cospiratori di tutte le nazionalità, lavorava costantemente a nuovi complotti, fomentava rivoluzioni ovunque, cercava di incitare i polacchi alla ribellione. E Herzen, il liberale, lo descrive così quando lo vide a Londra: “Bakunin rinnovò la sua giovinezza; era nel suo elemento. Non è solo il brontolio dell’insurrezione, il frastuono dei locali, il tumulto delle strade e dei luoghi pubblici, e nemmeno le barricate che componevano la sua felicità; amava anche il movimento del giorno prima, il lavoro di preparazione, la vita agitata, ma allo stesso tempo resa continua dalle conferenze, quelle notti insonni, quei colloqui e trattative, rettifiche, inchiostri chimici, cifre e segni concordati in anticipo”. E Herzen, che ha preso più sul serio la rivoluzione, aggiunge che Bakunin «si eccitava esattamente come se si trattasse di preparare un albero di Natale…»13 Cioè, non è terribilmente serio, ma ha questo ardore rivoluzionario che è molto utile a chi vuole rovesciare i governi.  

Nechayev, questo giovane anarchico, fu inizialmente discepolo di Bakunin. E allora Bakunin cominciò a rendersi conto di essere un po’ più rivoluzionario di quanto avesse sospettato. Aiutò Bakunin a scrivere quello che viene chiamato il Catechismo Rivoluzionario che dice, tra l’altro: “Il rivoluzionario non deve lasciare che nulla si frapponga tra lui e l’opera di distruzione… Per lui esiste un solo piacere, una sola consolazione, una ricompensa, una soddisfazione: il successo della rivoluzione. Notte e giorno deve avere un solo pensiero, un solo scopo: la distruzione implacabile… Se continua a vivere in questo mondo è solo per annientarlo con maggiore sicurezza.14 

Ma verso il 1870 Bakunin scoprì che Nechayev, pur fingendo di essere il suo più devoto discepolo, era stato per tutto il tempo membro di un’altra società ancora più segreta e di cui non aveva mai svelato i misteri interiori a Bakunin. Bakunin scrisse a un amico: “Nechayev… è un fanatico devoto, ma allo stesso tempo un fanatico molto pericoloso, e uno con il quale un’alleanza non può che essere disastrosa per tutti. Ecco perché: è stato prima un membro di un comitato occulto che era realmente esistito in Russia. Questo comitato non esiste più; tutti i suoi membri sono stati arrestati. Nechayev solo rimane, e solo lui costituisce quello che chiama il comitato. Distrutta l’organizzazione russa, sta cercando di crearne una nuova all’estero. Tutto ciò sarebbe perfettamente naturale, legittimo e molto utile, ma il modo in cui va al lavoro è detestabile. Profondamente colpito dalla catastrofe che ha appena distrutto l’organizzazione segreta in Russia, è giunto gradualmente alla conclusione che per fondare una società seria e indistruttibile bisogna prendere come base la politica di Machiavelli, e adottare in pieno il sistema dei gesuiti: violenza fisica e anima bugiarda.  

“La verità, la fiducia reciproca, la solidarietà seria e severa esistono solo tra una decina di individui che formano il sanctum sanctorum della società. Tutto il resto deve servire come strumento cieco e come materia da sfruttare dalle mani di questi dieci uomini veramente solidali. È lecito, e perfino ordinato, che uno li inganni, li comprometta, li derubi, e anche se necessario li rovini: sono foraggio di cospirazione… 

“In nome della causa deve impadronirsi di tutta la tua persona a tua insaputa. Per fare questo ti spia e cercherà di impadronirsi dei tuoi segreti, e per questo, in tua assenza, lasciato solo nella tua stanza, ti aprirà tutti i cassetti, leggerà tutta la tua corrispondenza, e, quando una lettera gli sembra interessante, vale a dire compromettente da qualsiasi punto di vista per te o per un tuo amico, la sigillerà e la conserverà con cura come documento contro di te o contro il tuo amico… Quando è stato condannato per questo in un’assemblea generale ha osato dirci: “Ebbene, sì, è il nostro sistema. Consideriamo nostri nemici, che è nostro dovere ingannare e compromettere, tutti coloro che non sono completamente con noi…”. Se lo hai presentato a un amico, il suo primo pensiero sarà quello di suscitare discordia, pettegolezzi e intrighi tra di voi, in una parola, farvi litigare. Il tuo amico ha una moglie, una figlia, cercherà di sedurla, di darle un figlio, per trascinarla via dalla moralità ufficiale e per gettarla in un atteggiamento di forzata protesta rivoluzionaria contro la società. Tutti i legami personali, ogni amicizia, sono da loro considerati come un male che è loro dovere distruggere, perché tutto ciò costituisce una forza che, essendo al di fuori dell’organizzazione segreta, sminuisce la forza unica di quest’ultima. Non gridare che sto esagerando; tutto questo è stato ampiamente sviluppato e provato da me.”15 

Lo stesso Bakunin, tuttavia, non può criticarlo perché la sua filosofia è molto simile; è solo che non è stato così scrupoloso come questo Nechayev. Scrive nel suo Catechismo Rivoluzionario: «Il nostro compito è una terribile, totale, inesorabile e universale distruzione». 

Dice ancora: «Confidiamo nello spirito eterno che distrugge e annienta solo perché è la sorgente imperscrutabile ed eternamente creatrice di tutta la vita. La passione per la distruzione è anche una passione creativa.”16 

E una volta, quando gli è stato chiesto cosa avrebbe fatto se la rivoluzione avesse avuto successo e fosse stato creato il nuovo ordine dei suoi sogni, ha detto: “Allora dovrei iniziare subito a demolire tutto ciò che avevo fatto”..17 In lui vediamo una volontà umana primordiale di distruggere e di ribellarsi. Questa è la passione per la ribellione che vediamo anche in scrittori recenti come Camus, l’esistenzialista che dice che l’unica cosa che prova che esisto è il fatto che ho una volontà di ribellarmi.  

Bakunin, quando nel 1871 elogiava il Proletariato, poi chiamato Comune a Parigi, lo definì «il moderno Satana, l’autore della sublime insurrezione della Comune».18 Ancora, parlando della perdita della rivoluzione nel 1871 dice: “La causa è persa… Sembra che i francesi, la stessa classe operaia, non siano molto commossi da questo stato di cose. Eppure com’è terribile la lezione! Ma non è abbastanza. Devono avere maggiori calamità, shock più rudi. Tutto fa prevedere che né l’uno né l’altro mancheranno. E allora forse il demone si risveglierà. Ma finché dorme non possiamo fare nulla. Sarebbe davvero un peccato dover pagare per i vetri rotti… Il nostro compito è fare il lavoro preparatorio, organizzarci e stenderci per tenerci pronti quando il demone si sarà svegliato.”19 

Questo desiderio di ribellione, dobbiamo capire, è una parte molto profonda di tutto questo movimento rivoluzionario, non solo una parte accidentale. La rivoluzione non è causata da oziosi sognatori che vogliono solo insinuarsi in un ordine migliore delle cose o rivedere il governo, il motivo più profondo di ribellione come vediamo chiaramente in questi pensatori radicali dell’ultima parte del diciannovesimo secolo, è davvero l’idea che tutto deve essere distrutto. E non hanno pensato molto a cosa sarebbe successo dopo. Hanno questa ispirazione satanica di distruggere. 

Vediamo più avanti nell’arte, nel 1914, scoppiò un movimento chiamato Dada che è considerato molto formativo per gli artisti successivi. Questi artisti incollavano frammenti di pubblicità sui giornali in collage o arrangiavano copie di Antichi Maestri capovolte, solo per sembrare bizzarri. 

Ma c’è un significato dietro tutto questo. La filosofia dell’arte di Dada è riassunta in uno dei loro manifesti: “Che tutto sia spazzato via; non più di niente. Niente. Niente. Niente”.20  Questo è ciò che viene chiamato nichilismo, il desiderio di spazzare via Dio, il governo, la moralità, l’arte, la cultura, la civiltà — tutto, che è ciò che è esposto nella filosofia esposta da Weishaupt e dagli Illuminati: il completo rovesciamento della civiltà. Quello che viene dopo, come vedremo, è qualcos’altro. 

Ma tutto questo è pur sempre filosofia. Dobbiamo guardare come questo è stato messo in atto. Infatti, se non potessimo vedere negli ultimi cento anni come questa viene attuata, non capiremmo cosa sia questa filosofia. Pensiamo ancora che sia stato un incidente isolato di alcuni pazzi. Ma a partire, soprattutto nel 1871, questa filosofia cominciò a essere messa in pratica.  

Quando l’impero napoleonico, il Terzo Impero fu rovesciato dopo la disastrosa sconfitta subita dai prussiani nel 1870, la rivoluzione scoppiò di nuovo in Francia. È scoppiato prima nelle province. E Bakunin che era in Italia corse più veloce che poteva a Lione nel sud per partecipare. Lui e i suoi discepoli erano i principali che facevano questo. Prese in prestito dei soldi, ovviamente, per arrivarci e si insediò nel centro civico dove era radicato il nuovo governo rivoluzionario e nessuno aveva le idee chiare su cosa volessero fare. Vi furono incontri pubblici di straordinaria violenza in cui le mozioni più cruente furono avanzate e accolte con entusiasmo. E questo, naturalmente, era ciò che amava Bakunin. “Il 28 settembre, giorno del suo arrivo, il popolo aveva sequestrato l’Hotel de Ville”, il centro civico. “Bakunin si è installato lì; Poi, arrivato il momento critico, il momento atteso per tanti anni, quando Bakunin ha potuto compiere l’atto più rivoluzionario che il mondo abbia mai visto. Decretò l’abolizione dello Stato. Ma lo Stato, nella forma e nella specie di due compagnie di borghesi Guardie Nazionali22 entrò da una porta sul retro e lo cacciò via. Tuttavia c’è l’idea di abolire lo Stato. 

Quando scoppiò la rivoluzione a Parigi e la Prima  Internazionale sotto Marx ha cercato di dettare il progresso della rivoluzione da Londra. Ma non sono stati in grado di farlo molto bene  e così la rivoluzione a Parigi ha preso il suo corso che è diventato sempre più violento. Le chiese furono chiuse e trasformate in club, i sacerdoti furono arrestati e uccisi con grande spargimento di sangue e le istituzioni della prima rivoluzione del 1793 furono resuscitate. Il Calendario Rivoluzionario è stato restaurato, è stato proclamato che questo era l’anno 79 del nuovo ordine; il Comitato di Pubblica Sicurezza del Terrore fu restaurato; la croce in cima alla chiesa del Pantheon è stata rotto e al suo posto è stata messa la bandiera rossa e il  tempio era dedicato ai “grandi uomini di tutte le età”. Poi lì era un obelisco, un grande pilastro alto 150 piedi di dimensioni paragonabili al Monumento sito a Washington in Place Vendôme che era originariamente eretto alla memoria di Napoleone di cui aveva scene dai suoi grandi [trionfi?] erano intorno ad esso e in cima una grande statua di  Napoleone in toga. Hanno deciso che questo era un simbolo del passato  ordine e stavano per abbatterlo. Ci hanno pensato per lungo tempo a come fare. Alla fine decisero che l’avrebbero semplicemente tagliato in basso e tirato giù come un albero. Era fatto di cemento e bronzo o qualcosa del genere e lo hanno scheggiato da un lato, oscillato dall’altro lato e hanno preparato il grande giorno in cui lo avrebbero buttato giù per terminare il vecchio ordine. Non avevano davvero idea di cosa sarebbe successo, alcuni pensavano che avrebbe causato un terremoto; pesava migliaia di tonnellate. Altri hanno detto che potrebbe sfondare il terreno fino alle fogne e rovinare completamente le fogne di Parigi. Ma hanno deciso che l’idea valeva comunque la pena.

Così hanno messo tonnellate e tonnellate di paglia per fargli un soffice letto e alle tre del pomeriggio. si sono riuniti tutti, si sono fermati sul banco delle revisioni e hanno ordinato di tirare le corde. Le hanno tirate e all’inizio non ha funzionato; diverse persone sono state uccise nel processo e qualcuno ha gridato: “Tradimento, tradimento”. Ci riprovarono e alla fine il tutto crollò e si ruppe e la statua di Napoleone si ruppe. E questo era un simbolo del loro trionfo sul vecchio ordine – un modo di fare le cose completamente insensato ma, dal loro punto di vista, era un atto simbolico che mostra che saranno rimossi da tutte le influenze del passato. Arrestarono l’arcivescovo di Parigi; in seguito fu assassinato.

Man mano che la rivoluzione andava avanti, divenne sempre più violenta. Hanno anche cercato di arrestare il pittore Renoir che era impegnato a disegnare  alcune barche sulla Senna e hanno detto: “Ah, spia!”. E subito lo arrestarono e sarebbe stato giustiziato immediatamente perché quello era il principio: arresti una spia e subito giustiziala. Accadde così che il capo della polizia segreta fosse un suo vecchio amico; e vide che veniva arrestato e lo abbracciò e lo lasciò andare, altrimenti Renoir non avrebbe mai dipinto tutti quei quadri a noi così familiari. Vi furono molti pittori radicali come ad esempio Gustave Courbet che fu uno dei capi della Comune e fu una delle sue idee abbattere questa torre perché la definì “un insulto al senso artistico.” 

Quando l’armata Repubblicana invase Parigi – perché in questo momento non c’era più la monarchia e non c’era più Napoleone – si trattava dei repubblicani contro i comunardi e ora c’era una violenza terribile da entrambe le parti; entrambi si stavano massacrando a vicenda con grande gioia. Quando i comunardi videro che la rivoluzione era perduta, stavano perdendo strada per strada a Parigi, decisero che avrebbero distrutto Parigi. Quindi collocarono prima di tutto un’immensa quantità di dinamite e polvere da sparo nelle Tuileries, il palazzo dei re dove si trovava Napoleone III. E lo fecero esplodere, dopodiché dissero: “le ultime reliquie della regalità sono appena scomparse”.23 E poi passavano alla prossima. Hanno fatto saltare in aria l’Hotel de Ville, un edificio del XIII secolo dove si trovava il centro civico, e sono andati a far saltare in aria la cattedrale di Notre Dame ma hanno scoperto che accanto c’era un ospedale per la loro stessa gente e hanno deciso di risparmiarlo. 

E poi alcune donne selvagge come quelle che presero parte alla prima rivoluzione del 1793, iniziarono a girare per le strade con una specie di materiale infiammabile e a provocare incendi. Intere strade di Parigi stavano bruciando. Di notte sembrava che tutta Parigi fosse in fiamme (c’è, infatti, un libro intitolato Paris Burning). Bisogna capire che questo non è qualcosa di eccezionale, ma solo una parte dello stesso spirito che aveva Bakunin: “Distruggiamo il vecchio ordine”,24 anche se non sanno cosa lo sostituirà. Più avanti vedremo che questo spirito non ebbe fine nel 1871. 

L’ispirazione della Comune, che Marx disse fu una grande fatto nella Rivoluzione Rossa, in effetti, fu il principale apologeta  della Comune e disse: “Questo è lo standard di ciò che dovremo fare in futuro. La gente ora si sta eccitando e questo è ciò di cui abbiamo bisogno per causare la rivoluzione”25 

Da quel momento fino al 1917 la rivoluzione iniziò ad assumere forme molto violente anche se si trattava ancora più o meno di incognite. Lo zar fu assassinato in Russia nel 1881; in America, il presidente Garfield è stato assassinato da un rivoluzionario rosso; nel 1901 McKinley fu nuovamente assassinato da una specie di anarchico. In effetti, tutti gli omicidi dei presidenti americani sono stati compiuti o da anarchici o da comunisti. Il presidente della Francia è stato assassinato nel 1890? e ci furono molti attentati contro principi in Russia e re e presidenti in Occidente. Tutto senza uno scopo apparente in mente, solo l’idea di sbarazzarsi del vecchio ordine. Questo è lo spirito di cui Bakunin era un fortissimo rappresentante ma che ora diventa l’eredità di tutto il movimento rivoluzionario: distruggere il vecchio ordine. 

Proudhon 

C’è un altro scrittore, filosofo, anarchico in questo momento che dovremmo studiare brevemente perché introduce alcune idee che rendono questa filosofia più comprensibile. Quest’uomo è [PJ] Proudhon. Fu attivo a metà del secolo. Partecipò alla rivoluzione del 1848. A lui appartiene la famosa frase: «La proprietà è un furto»,26 che riteneva il suo principale contributo al movimento rivoluzionario, sebbene in realtà una cosa molto simile fosse stata detta da Rousseau e dai pensatori del secolo diciottesimo.  

È straordinario per almeno tre cose. In primo luogo, ha proclamato che la rivoluzione non è atea, ma piuttosto antiteistica. Diceva: “La rivoluzione non è nel senso stretto della parola atea… Non nega l’assoluto; lo elimina”.27 “Il primo dovere dell’uomo”, dice, “ divenendo intelligente e libero, è cacciare continuamente l’idea di Dio dalla sua mente. Perché Dio, se esiste, è essenzialmente ostile alla nostra natura. Ogni passo che facciamo in anticipo è una vittoria in cui schiacciamo la Divinità”.28 «Dio, se c’è un Dio, è nemico» dell’umanità.29 Bakunin disse qualcosa di simile: “Se esistesse davvero, bisognerebbe abolire Dio”.30 E vediamo ora in Russia, dopo sessant’anni, il governo non è realmente ateo, è antiteista; combatte contro  Dio. 

2. Invocò Satana. Bakunin ha detto di essere dalla parte di “Satana, l’eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi”. Nietszche si autoproclamò Anticristo. E Proudon: “Vieni a me, Lucifero, satana, chiunque tu sia! Diavolo al quale la fede dei miei padri contrapponeva Dio e la Chiesa. Farò da portavoce per te e non chiederò nulla da te”. 

“Bakunin si trovò dalla parte di Satana, l’eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi.”31 Nietzsche si autoproclamò “Anticristo.” I poeti, i decadenti e le avanguardie in generale fin dall’era romantica sono stati molto affascinati dal satanismo e alcuni hanno cercato di farne una religione. Proudhon in tante parole invocò effettivamente Satana: ‘Vieni a me, Lucifero, Satana, chiunque tu sia! Diavolo al quale la fede dei miei padri contrapponeva Dio e la Chiesa. Farò da tuo portavoce e non chiederò nulla da te”.32 Vediamo qui che il movimento rivoluzionario diventa consapevolmente satanista. 

La terza idea di Proudhon che è davvero notevole è che alla fine ha deciso che dobbiamo mantenere il cattolicesimo così com’è, cioè i riti del cattolicesimo, solo che daremo loro un nuovo significato. Sotto l’apparenza esteriore del cattolicesimo, avremo il messaggio rivoluzionario, dell’uguaglianza, del satanismo, ecc. In questo, ovviamente, sta solo portando avanti l’idea di Saint-Simon che ha chiesto un nuovo cristianesimo, cioè mantenendo la forma del vecchio cristianesimo ma facendone qualcosa di nuovo. E oggi vediamo molto chiaramente come socialismo e cattolicesimo si stiano di fatto avvicinando sempre di più. E questo profondo rivoluzionario vede che l’idea di comunismo, di socialismo, di anarchismo, è in qualche modo un’idea religiosa che prende il posto della religione.  

Entro la fine del diciannovesimo secolo vediamo che il movimento rivoluzionario è diventato in modo del tutto esplicito e apertamente spietato e sanguinario. Ci sono già stati diversi esempi, in particolare la Comune del 1871, dove l’idea della distruzione universale e dell’omicidio spietato ha già iniziato a concretizzarsi. Una persona molto cosciente delle correnti che si susseguono nel mondo potrebbe già alla fine del diciannovesimo secolo dire che il ventesimo secolo sarà qualcosa di spaventoso perché queste cose che sono idee non sono semplicemente proprietà di pochi pazzi, ma stanno entrando nel sangue stesso del popolo europeo e produrranno un effetto terribile quando tutto filtrerà al livello più basso, tra la gente comune. Infatti Nietszche disse addirittura: “Quando le mie idee, del nichilismo, penetreranno nell’ultimo cervello dell’ultima persona, allora ci sarà una tempesta tale che il mondo non ha mai visto.”33 

I Protocolli di Sion34 

C’è un ultimo documento che dovremmo guardare in questo periodo di inizio del XX secolo davanti ai grandi rivoluzionari del nostro secolo, che è un documento piuttosto controverso. Si chiama I Protocolli dei Savi di Sion e, poiché si presenta sotto forma di documento ebraico, ha suscitato molte polemiche. Se leggi un libro di storia, in particolare delle due guerre mondiali; in effetti, in qualsiasi libro di storia scritto prima della seconda guerra mondiale, troverai universalmente un’affermazione che “I Protocolli dei Savi di Sion” sono stati deliberatamente fabbricati per screditare gli ebrei, che sono una cosa assolutamente fantastica che non hanno alcuna realtà, e faranno notare che o la persona che lo ha scoperto era lui stesso un agente di qualcuno e quindi li ha fabbricati deliberatamente, oppure – almeno come una fonte afferma – di essere stato ingannato dalla polizia zarista che voleva semplicemente inventarli per trovare una scusa per eliminare gli ebrei nei pogrom. Ci sono altri che prendono il documento così seriamente che tendono ad andare all’altro estremo e vedono ovunque un complotto ebraico così tanto che difficilmente riescono a fare un passo senza svenire. Dobbiamo cercare di guardare questo documento in modo alquanto obiettivo per vedere cosa contiene effettivamente, come è stato trovato e qual è il suo significato.  

Dal punto di vista ortodosso, è molto interessante come sia stato presentato al mondo per la prima volta. E’ stato scoperto da una signora, non sappiamo chi, che l’ha regalato a chi l’ha stampato e si suppone provenga dall’Occidente e sia stato scritto in francese e poi tradotto in russo. Ma la persona a cui fu dato questo documento era un uomo di nome Sergei Nilus che lo stampò insieme a un altro documento che aveva scoperto di recente, La conversazione di Motovilov con san Serafino. Ha presentato questi due documenti al mondo allo stesso tempo per mostrare 1) qual è la verità dell’Ortodossia e l’acquisizione della grazia dello Spirito Santo, e 2) qual è il complotto di Satana per rovesciare l’Ortodossia. Fu stampato nel 1905 (1903?).  

Lo stesso Nilo era uno scrittore ecclesiastico molto rispettato, un giornalista popolare che andò a Optina e vi abitò persino e in vari altri luoghi; e non c’è dubbio che non avesse nulla a che fare con l’invenzione di un falso. Ha accettato questo testo come del tutto legittimo e lo ha presentato al mondo come un avvertimento. Vedremo che il testo contiene due nuovi punti che non sono emersi in precedenti documenti rivoluzionari. Ma a parte questi, è esattamente la stessa filosofia di Bakunin, Weishaupt e di tutti questi altri pensatori. Alcune persone dicono che non è un documento molto originale – è un plagio, ecc. – e probabilmente è così, perché tutte queste idee stavano circolando e questo particolare documento – infatti, vediamo che uno scrittore [Webster] confronta su un lato della pagina “I Protocolli” e dall’altra parte il testo di Weishaupt scritto nel 1785. La filosofia è la stessa. E quindi, molto probabilmente questo è un documento legittimo che è una specie di appunti presi in una loggia da persone che sono ebree e presentano la filosofia in un modo molto ebraico, proprio come prima c’erano persone che presentavano la rivoluzione come un trionfo della pan-Germania e altri hanno presentato l’idea che il mondo intero sarebbe diventato una sorta di repubblica francese, e questo ha preso la forma di alcuni massoni o illuminati ebrei che rappresentano la rivoluzione come il loro complotto. 

Ci sono alcune idee qui che sono più significative per noi. Se sono effettivamente responsabili della Rivoluzione francese, come normalmente si dice, e se sono così influenti, chi può dirlo? Abbiamo visto che tutte queste società segrete sono così piccole, così divise, così segrete, così piene di segni segreti, strette di mano e inchiostro invisibile, ecc. che chi può decifrare chi è effettivamente responsabile di cosa? Il nostro punto di vista è che questo è molto sintomatico della filosofia che si sta svolgendo in questo momento.  

E vedremo più avanti che questo particolare documento ha avuto un ruolo preciso da svolgere in Germania. La filosofia descritta in questo documento è quella dell’assoluta spietatezza nel realizzare un governo rivoluzionario e nei mezzi utilizzati per realizzarlo, l’uso delle persone (come Marx usava Bakunin), l’ipocrisia assoluta, l’uccisione dei propri nemici, la diffusione della pornografia per corrompere i giovani, provocando rivoluzioni, schierandosi prima dalla parte dei monarchi, poi dalla parte dei socialisti, poi dalla parte dei liberali, i democratici; prendere qualsiasi parte per spingere oltre il tuo punto di vista e alla fine arrivare al potere. Si parla del controllo della stampa, del controllo del denaro, ecc. Di seguito alcuni stralci per mostrare lo spirito di questo documento: 

“Chi vuole governare deve ricorrere all’astuzia e all’ipocrisia. 

“Non dobbiamo fermarci davanti alla corruzione, all’inganno e tradimento, se vogliamo che questi servano al raggiungimento della nostra causa”.  La stessa filosofia può essere trovata nel Talmud che dice che tutto è possibile; puoi ingannare qualsiasi non ebreo, un Goi, per i tuoi scopi.  

“Il fine giustifica i mezzi. Attuando i nostri progetti dobbiamo  prestare attenzione non tanto a ciò che è buono e morale, quanto a ciò che è necessario e vantaggioso. 

“Con la stampa tratteremo nel modo seguente… La imbriglieremo e la guideremo con ferme redini; dovremmo anche prendere il controllo di tutte le altre case editrici… 

“Tutte le notizie vengono ricevute da poche agenzie, nelle quali sono  accentrate da tutte le parti del mondo. Quando raggiungeremo al potere, queste agenzie ci apparterranno interamente e pubblicheremo solo le notizie che consentiamo… 

“Nessuno desideroso di attaccarci con la sua penna troverebbe un editore…” 

È interessante notare qui che, di tutti i gruppi nel mondo, gli ebrei sono quelli che sono più forti in questo dipartimento, perché non è possibile menzionare gli ebrei anche con un tono leggermente critico senza che un rappresentante della Lega anti-diffamazione venga a trovarti. Ecco perché gli editori ortodossi sono molto attenti a non dire nulla sugli ebrei perché sanno che qualcuno si avvicinerà e inizierà a controllarli, e se c’è qualcosa che non gli piace, inizieranno a condurre una campagna di calunnie e suscitando contro di te l’opinione pubblica e ogni sorta di cose. Ci sono alcune persone che parlano del “pericolo ebraico”. Naturalmente, esagerano, come Gerald K. Smith, la cui principale enfasi è il pericolo ebraico; e ne va matto.

“Il nostro programma indurrà una terza parte della popolazione a guardare il resto per puro senso del dovere e dal principio di un servizio governativo volontario. Non sarà considerato disonorevole essere una spia; al contrario, sarà considerato degno di lode. 

“Trasformeremo le università e le ricostruiremo secondo i nostri piani. I capi delle università e i loro professori saranno appositamente preparati attraverso elaborati programmi segreti d’azione… 

“Intendiamo apparire come dei liberatori… Gli suggeriremo di aggregarsi ai ranghi dei nostri eserciti di socialisti, anarchici e comunisti. Questi ultimi li proteggiamo sempre, fingendo di aiutarli per principio fraterno e per l’interesse generale dell’umanità evocato dalla nostra massoneria socialista. 

“Nei paesi cosiddetti leader abbiamo fatto circolare una letteratura folle, sporca e disgustosa. 

“Al posto dei governi esistenti collocheremo un  mostro, che si chiamerà Amministrazione del Super Governo. Le sue mani saranno tese come tenaglie di vasta portata e avrà a sua disposizione un’organizzazione tale che non sarà in grado di fallire nel sottomettere tutti i paesi”. 

“Avremo un super governo internazionale”. 

Si torna a Weishaupt, alla Rivoluzione francese e all’idea di internazionalismo. 

“Distruggeremo la vita familiare dei Gentili… “Li distrarremo con vari tipi di divertimenti, giochi, passatempi, passioni, ostelli, ecc. 

“Il popolo dei cristiani, disorientato dall’alcol, dai  suoi giovani impazziti dai classici e dalla prima dissolutezza, a cui sono stati istigati dai nostri agenti… dalle nostre donne nei luoghi di divertimento… 

“La loggia massonica in tutto il mondo agisce inconsciamente come una maschera per il nostro scopo. 

“La maggior parte delle persone che entrano nelle società segrete sono avventurieri, che vogliono in qualche modo farsi strada nella vita e che non hanno una mentalità seria. Con queste persone sarà facile per noi perseguire il nostro obiettivo e farà in modo che mettano in moto i nostri macchinari”. 

Naturalmente, questa è l’idea alla base di molte di queste persone e gruppi, che “abbiamo la vera società segreta e stiamo andando a manipolare tutte queste altre persone”. I comunisti si infiltrano costantemente negli anarchici; gli anarchici, i socialisti; i socialisti, tutti gli altri; e nessuno può più fidarsi; nessuno sa chi c’è dietro cosa. 

“Noi impieghiamo al nostro servizio persone di ogni opinione e di  ogni partito; uomini desiderosi di ristabilire monarchie, socialisti, ecc. 

“Ci siamo preoccupati molto di screditare il clero dei Gentili e  così siamo riusciti a nuocere alla loro missione, che avrebbe potuto essere molto nella nostra via.  L’influenza del clero sul popolo diminuisce ogni giorno. Oggi la libertà di religione prevale ovunque, ma mancano solo pochi anni al momento in cui il cristianesimo crollerà del tutto. 

“Dobbiamo estrarre la stessa concezione di Dio dalla mente dei cristiani… 

“Dobbiamo distruggere tutte le professioni di fede. 

“Abbiamo persuaso i Gentili che il liberalismo li avrebbe portati in un regno della ragione.  

“Abbiamo iniettato il veleno del liberalismo negli organi dello Stato… 

Abbiamo preordinato per le elezioni di…presidenti il ​​cui passato è segnato da qualche “Panama Scandal” o altre losche transazioni nascoste”.  

Continuano parlando della loro creazione di una crisi monetaria universale, usando le logge massoniche.  

“Non dobbiamo tener conto delle numerose vittime che dovranno essere sacrificate per ottenere prosperità futura”. 

Ci sono due cose nuove in tutto questo piano. Naturalmente attribuiscono tutto questo agli ebrei e al potere; e senza dubbio ci sono gruppi ebraici come quelli che pensano di conquistare il mondo. Le due nuove idee in esse, tuttavia, sono: 1) non sono atee. Credono in una religione mondiale. Dicono nel 14° protocollo: “Quando entreremo nel nostro regno, non sarà desiderabile per noi che esista una religione diversa dalla nostra dell’Unico Dio con cui il nostro destino è legato dalla nostra posizione di Popolo eletto e attraverso il quale il nostro stesso destino è unito ai destini del mondo. Dobbiamo quindi spazzare via tutte le altre forme di credenza. Se questo dà alla luce gli atei che vediamo oggi, non interferirà, essendo solo una fase di transizione, con le nostre opinioni, ma servirà da monito per quelle generazioni che ascolteranno la nostra predicazione della religione di Mosè, che, con il suo sistema stabile e completamente elaborato ha sottomesso a noi tutti i popoli del mondo. In esso sottolineeremo il suo diritto mistico…”35 

Naturalmente, questo è d’accordo con i rivoluzionari più profondi che hanno visto che la rivoluzione alla fine deve diventare religiosa. L’ateismo è solo una transizione per sbarazzarsi delle precedenti opinioni religiose.  

“Nel frattempo, mentre rieducano i giovani alle nuove religioni tradizionali e poi alle nostre, non metteremo apertamente il dito sulle chiese esistenti, ma lotteremo contro di esse con critiche volte a produrre scisma.”36 

Il secondo nuovo ingrediente di questa proposta rivoluzionaria è che ci sarà un monarca mondiale. Il terzo protocollo recita così:  

“Da allora abbiamo condotto i popoli  da un disincanto all’altro, affinché alla fine si allontanino anche da noi in favore di quel Re Despota del sangue di Sion, che noi stiamo preparando per il mondo” 

“Probabilmente fa lo stesso per il mondo chi [sia] il suo signore sovrano, sia questo il capo del cattolicesimo o il nostro despota del sangue di Sion. Ma per noi, il popolo eletto, è ben lungi dall’essere una questione di indifferenza”.37 

Vediamo qui che questo è già un rivale del Papa come sovrano mondiale. 

Decimo protocollo: “Il riconoscimento del nostro despota può anche avvenire prima della distruzione della costituzione; il momento per questo riconoscimento verrà quando i popoli, completamente stanchi delle irregolarità e dell’incompetenza – questione cui provvederemo noi per – dei loro governanti, grideranno : “Lasciali perdere e dacci un re su tutta la terra che ci unirà e annienterà le cause della discordia – frontiere, nazionalità, religioni, debiti dello Stato – che ci darà pace e tranquillità, che non possiamo trovare sotto i nostri stessi governanti e rappresentanti”. 

“Quando il re d’Israele porrà sul suo sacro capo la corona offertagli dall’Europa, diventerà patriarca del mondo. Le vittime indispensabili da lui offerte in conseguenza della loro idoneità non raggiungeranno mai il numero di vittime offerte nel corso dei secoli dalla mania della magnificenza, l’emulazione tra i governi del Goi.  

“Il nostro re sarà in costante comunione con i popoli, facendo loro dalla tribuna discorsi che nella stessa ora distribuiremo in tutto il mondo.”38 

«Il supremo che sostituirà tutti i governanti esistenti», si legge nel 23° protocollo, «trascinando la loro esistenza tra società da noi demoralizzate, società che hanno negato anche l’autorità di Dio, dal cui mezzo scoppia da ogni parte il fuoco dell’anarchia, devono anzitutto procedere a spegnere questa fiamma divorante. Pertanto sarà obbligato a sterminare quelle società esistenti, anche se dovrebbe inzupparle del proprio sangue, per poterle resuscitare sotto forma di truppe regolarmente organizzate che combattono coscientemente con ogni tipo di infezione che possa coprire il corpo dello Stato con piaghe. 

“Questo eletto di Dio è scelto dall’alto per demolire le forze insensate mosse dall’istinto (e non dalla ragione, dalla brutalità) e non dall’umanità. Queste forze ora trionfano nelle manifestazioni di rapina e di ogni genere di violenza sotto la maschera di principi di libertà e di diritti. Hanno rovesciato ogni forma di ordine sociale per erigere [sulle rovine] il trono del Re dei Giudei; ma la loro parte sarà giocata nel momento in cui entrerà nel suo regno. Allora sarà necessario spazzarli via dal suo cammino, sul quale non deve essere lasciato nessun nodo, nessuna scheggia. 

«Allora ci sarà possibile dire ai popoli del mondo “Rendete grazie a Dio e piegate il ginocchio davanti a colui che porta sul davanti il sigillo della predestinazione dell’uomo, a cui Dio stesso aveva condotto la sua stella affinché nessun altro che Lui potesse liberarci da tutte le forze e i mali sopra menzionati”. 

Tutto ciò è profondamente in accordo con la filosofia del Talmud, del desiderio degli ebrei per un Messia che è di questo mondo; e non sorprende che ci dovrebbe essere una sorta di organizzazione ebraica che ha questa filosofia. La filosofia è in realtà quella di Marx; la spietatezza, l’uso di tutti gli altri per i propri scopi, l’instaurazione di un governo mondiale – tutto tranne il fatto che Marx non credeva in Dio. 

La cosa interessante di questo documento è il [significato?] storico a cui è stato assegnato nel ventesimo secolo. Un certo Rosenberg, venuto dalla Russia in Germania dopo la Rivoluzione, portò con sé questo libro e lo mostrò a Hitler il quale vide subito in esso qualcosa che poteva usare da due punti di vista: 1) mostrando questo libro al popolo, esso infiammerebbe il loro odio per gli ebrei – perché stanno cercando di stabilire una monarchia mondiale; e potrebbe incolpare loro di tutti i problemi della Germania – la crisi valutaria, la depressione, la disoccupazione, ecc. – e dire che questa è una società segreta che cerca di conquistare la Germania, e 2) ha ammesso che il libro era molto ben scritto: “La userò come mia filosofia per governare”.39 E così questo documento divenne una delle fonti molto importanti per il nazionalsocialismo di Hitler che si pose al posto del monarca mondiale degli ebrei.  

Ora esamineremo questi tre grandi movimenti del ventesimo secolo che dimostrano che tutti questi filosofi non sono semplici pensatori oziosi; parlavano di cose che stavano entrando nella realtà: i tre grandi sistemi totalitari del ventesimo secolo. Uno di questi non è particolarmente importante per noi ed è il sistema di Mussolini, il fascista. Forse non è molto apprezzato che in gioventù Mussolini fosse un marxista; ha partecipato a molte manifestazioni marxiste; parlava della  “dittatura del proletariato”, dell’avvento dello Stato comunista, dell’estinzione dello Stato, ed era un tipico radicale come tanti altro dimostranti marxisti. Quando ha avuto la possibilità di salire al potere, ha visto che combinando vari elementi della società e dando un messaggio all’uno e l’altro all’altro, poteva salire al potere su una piattaforma che sembra un po’ diversa; e perciò sviluppò questo fascismo che è un socialismo di tipo romantico e si mise anche dalla sua parte il re, fece un concordato con il papa, e quindi divenne un dittatore su una base che non è assolutamente comunismo ma è basata sulla stessa dittatura spietata. Quindi questo non è un esempio del comunismo spietato in quanto tale, ma lo stesso tipo di uomo che è prodotto dalla filosofia comunista. Il fatto che fosse alleato con le cosiddette forze di destra è solo incidentale.  

Il suo idolo era Lenin perché Lenin era uno che aveva il potere e prese il potere; e quindi ha basato il suo sistema su Lenin, cioè il sistema pratico di come ottenere il potere. 

Bolscevismo 

Il secondo grande movimento, e in realtà il più grande del XX secolo, che oggi abbraccia quasi metà del mondo è il bolscevismo. Il marxismo in Russia, che più di ogni altra cosa ci persuade che queste idee da Weishaupt fino ai Protocolli sono molto realistiche, che il mondo cristiano è davvero stato rovesciato e qualcosa di nuovo può avere successo. A differenza di tutte le precedenti rivoluzioni del secolo scorso, questa riesce per quasi sessant’anni. È uno sterminio spietato del vecchio ordine, la distruzione di chiese, l’uccisione di sacerdoti in misura fino ad allora sconosciuta. In tutte le rivoluzioni precedenti furono uccise solo mezzo milione di persone, forse un milione in tutto. Ora arriviamo a un luogo in cui, secondo le stime, forse sessanta milioni di persone sono state uccise direttamente come risultato della Rivoluzione. E quindi l’idea che abbiamo visto espressa in The Possessed di uccidere cento milioni di persone non è affatto inverosimile. Il sistema del comunismo era un po’ temperato dalla necessità di governare le persone e quindi il comunismo in Russia non è la perfetta applicazione dei principi di Weishaupt o di Marx. L’idea dell’amore libero, ad esempio, è stata provata fino a quando è stata trovata non troppo pratica e hanno ristabilito il matrimonio anche con una sorta di cerimonia falsa. E hanno visto che quando le persone vivono come cani per strada, ciò produce un disarmonia nella società; e non puoi portare avanti la rivoluzione. Così hanno subito cominciato a mettere in ordine questo, cioè a reintrodurre l’idea del matrimonio, anche se senza alcuna idea di sacramento, ovviamente. Ed è risaputo, come ci ha detto un ragazzo che era a Mosca, puoi avere una ragazza a buon mercato come una tazza di caffè. Non c’è alcuna idea di moralità. 

Lenin era un grande ammiratore di Nechayev, il più rivoluzionario e non era motivato da nessun principio, tranne il trionfo del comunismo. Il suo ideale è innanzitutto instaurare la dittatura del proletariato secondo Marx. Secondo Lenin questa dittatura è: “un dominio libero dalla legge e basato sulla violenza”.40 Secondo l’ideale di Lenin, “prima che la dittatura del proletariato finisca, l’intera società sarà diventata un ufficio e una fabbrica con uguale lavoro e uguale retribuzione e non ci sarà modo di liberarsene. Non ci sarà nessun posto dove andare.”41 

Nel comunismo assistiamo a una rivoluzione molto violenta, le cui vittime sono milioni di persone, anche quando sembra che non ce ne sia alcuna necessità pratica. E qui dovremmo guardare a una visione di Marx e Lenin che ci indica cosa succede all’uomo quando entra nella rivoluzione. La violenza della rivoluzione e questo amore per la violenza, per bruciare e distruggere, che non servono solo a rovesciare il vecchio ordine. C’è un altro scopo. Marx dice: “Sia per la produzione in massa di questa coscienza comunitaria, sia per il successo della causa stessa, è necessaria l’alterazione degli uomini su scala di massa; un’alterazione che può avvenire solo in un movimento pratico, una rivoluzione: questa rivoluzione è necessaria, quindi, non solo perché la classe dominante non può essere rovesciata in nessun altro modo, ma anche perché la classe che lo rovescia può solo con una rivoluzione riuscire a liberarsi da tutto il fango dei secoli e ad adattarsi a fondare di nuovo la società.”.42 “Nell’attività rivoluzionaria, il cambiamento di sé coincide con il cambiamento delle circostanze.”43 

Cioè, l’umanità deve in qualche modo essere cambiata. E sappiamo cosa diventa l’uomo nella rivoluzione: diventa una bestia, tutta presa dalla febbre del sangue, della distruzione. Questo è qualcosa di molto spaventoso; i demoni si scatenano e la persona viene demonizzata. E questo è ciò che Marx vuole: che l’uomo possa diventare qualcosa di nuovo, non più capace di amare la famiglia, la patria, di avere una moralità normale, di amare Dio, di avere tutte quelle cose normali che la società normale accetta come standard di azione. Ci sarà qualcuno di nuovo, completamente sradicato, l’uomo del  momento, qualcuno a cui puoi dire: “Esci e uccidi un milione di persone”; e se ne andrà e lo farà senza nemmeno pensare  . Questo è il tipo di uomo nuovo che i comunisti vogliono fare.  

Naturalmente, questa creazione di un uomo nuovo non è solo il risultato dell’attività comunista. Vediamo con la prevalenza di filosofie radicali, filosofie atee, il declino della moralità, la scioltezza della filosofia di vita in Occidente dove non ci sono comunisti da prendere in consegna – la stessa produzione di un uomo che è spietato, non ha contatti con la tradizione, con il passato, con Dio… Uno scrittore contemporaneo su questo argomento, Erich Kahler, ha detto una cosa  interessante: “La forte tendenza alla rottura e all’invalidazione dell’individuo… manifestamente presente nelle più diverse correnti della vita moderna – economica, tecnologica, politica, scientifica, educativa, psichica e artistica – appare così travolgente che siamo indotti a vedere in essa una vera mutazione, una trasformazione della natura umana”.44 Lasceremo questo tema fino alla prossima lezione, quando discuteremo di altre persone che hanno discusso precisamente la questione di come la natura umana verrà trasformata. 

Hitler 

Andremo ora da Hitler di cui non parleremo troppo, poi torneremo a discutere i punti in comune del nazismo e del comunismo. L’intero sistema del nazionalsocialismo di Hitler è, senza entrare nel lato romantico – il suo amore per Wagner, il Crepuscolo di Dio, il suo romanticismo – in una parola, il suo sistema è di nuovo bolscevismo con alcuni compromessi come Mussolini fece per acquisire il controllo degli elementi di governo; ma fondamentalmente la sua filosofia è il bolscevismo adattato a una diversa scala di valori. Nel bolscevismo tutto è interpretato in termini di economia e di classe; e c’è una guerra di classe della classe inferiore contro la classe superiore. Hitler ha la stessa cosa, solo che invece che di classe ha fatto una guerra razziale: la Germania contro il mondo. Il suo sistema è abbastanza millenarista e infatti chiamò il suo impero il Thousand Year Reich, l’impero millenario che deriva direttamente dall’Apocalisse. Ha anche preso Lenin come modello perché era piuttosto spietato e la sua filosofia non è diversa. È un tipico esempio di uomo sradicato, non crede in Dio, non ha moralità, non ha valori superiori e ha sentito una profonda parentela con il bolscevismo. Come Napoleone pensava alla resurrezione dell’Impero Romano, ma anche come Napoleone riconosceva che i tempi non erano adatti a questo… 

b. Ebrei: Protocolli i suoi piani. Lenin il suo modello. Sentiva parentela con il bolscevismo. Quando tutti tranne lui hanno detto: “Il futuro appartiene esclusivamente alla più forte E. nazione”. 

…per caso qualcuno sul Monte Athos avesse trovato in qualche monastero un documento che gli avrebbe dato diritto all’Impero Romano d’Oriente? Dovrebbe metterlo via e conservarlo per un giorno futuro. Questo dimostra che l’idea di un monarca universale è ancora presente anche se i tempi sono così? e così è un dato di fatto che in questo momento non è utile. Ma in futuro, quando le idee più romantiche diventeranno di moda, questa idea della  

IL NASTRO INIZIA 

…intera resurrezione dell’Impero Romano fu scritta dagli anni Trenta o dei primi anni Quaranta, fuggì intorno al 1938. Era un normale sindaco di Danzica e all’inizio pensava che Hitler avrebbe salvato il conservatorismo. Ma è diventato molto vicino a [lui], ha avuto molti lunghi colloqui con lui e ha iniziato a vedere che l’uomo era pazzo. Potrebbe non essere pazzo, ma ha [una] filosofia molto, molto definita che [è] assolutamente sconosciuta. Ed è stato lui a fare coming out per primo e ha iniziato a dire al mondo cosa rappresenta quest’uomo, sulla base delle sue conversazioni.  

In una conversazione che ebbe con lui, e disse: “Perché sei così arrabbiato per gli ebrei? Perché devi essere così fanatico degli ebrei?” disse: “Cosa caratterizza gli ebrei?” E Rauschning disse: “Beh, pensano di essere il popolo eletto; sono, hanno una specie di complesso del messia”.45 Egli disse: “sì, proprio quello. E noi  tedeschi? Se siamo dominanti e se intendiamo conquistare il mondo, come possiamo permettere che ci sia un altro popolo che ha l’idea di essere il popolo eletto? Se gli ebrei sono il popolo eletto, i tedeschi non possono essere il popolo eletto. E quindi dobbiamo sterminare gli ebrei, perché i tedeschi possano prendere il loro posto. E io sarò il loro messia», cioè il messia dei tedeschi. E ha anche detto in un punto che: “Se vuoi, sarò l’Anticristo. È lo stesso per me.” Hitler ebbe l’idea, lui stesso era una persona molto poco religiosa, non aveva Dio o altro, ma come Napoleone, era molto interessato alla questione religiosa. E ha detto: “Dopo che avrò conquistato il mondo, darò  il mio più grande contributo all’umanità. Risolverò la questione religiosa”.46 Non disse esattamente come avrebbe risolto il problema. Disse che avrebbe fatto erigere in tutti i luoghi alti, alte montagne in tutto il mondo, telescopi, e sotto il  telescopio sarebbe stata scritta l’iscrizione: “Al Dio sconosciuto”. E, naturalmente, se fosse diventato il conquistatore del mondo, non avrebbe saputo resistere alla tentazione di pensare di essere un dio. Ma il fatto che abbia avuto questa idea di risolvere la questione religiosa lo rende, come Napoleone, uno di questi precursori dell’Anticristo.  

Odiava le democrazie occidentali.  

A proposito, ha abolito tutte le società segrete. E per lui tutto era un complotto ebreo-massonico. I massoni non potevano esistere, ovviamente, per la stessa ragione per cui i comunisti distrussero tutte le società segrete e Napoleone distrusse tutte le società segrete: perché chi è al potere non ha bisogno di alcuna società segreta. Erano solo causa, lo sapeva lui stesso, essendo passato attraverso tutti i tipi di società segrete che stavano fomentando discordia. E naturalmente stava combattendo contro il bolscevismo perché ha riconosciuto che sono le due realtà che combattono per la supremazia del mondo. Uno di noi deve conquistarlo. E quando si è trattato degli ultimi giorni a Berlino, abbiamo i suoi appunti conservati dei suoi ultimi giorni. E vide che stava per perdere. E poi non sopportava il pensiero che gli inglesi e gli americani lo avessero sconfitto, perché li considerava effeminati, deboli, arretrati, antiquati. E così disse, come una specie di suo ultimo  testamento, “Il futuro appartiene esclusivamente alla più forte nazione orientale.47 Come se desse la sua eredità al bolscevismo, il che dimostra che vi ha riconosciuto lo stesso tipo di potere che lo ha portato al potere: questa rivoluzione primordiale che sta per conquistare il mondo e distruggere il passato. 

Hitler disse, quando stava ancora salendo al potere, e aveva già il pensiero mondiale dell’impero: “Possiamo essere distrutti, ma se lo siamo, trascineremo con noi un mondo, un mondo in fiamme”.48 E vediamo qui lo stesso impulso dietro la Comune di Parigi che voleva distruggere Parigi.  

Negli ultimi giorni di guerra, quando ovviamente la Germania era invasa da tutte le parti e ragazzi di 14 anni venivano mandati a combattere, la fine era ovviamente vicina. I tedeschi stavano combattendo fino all’ultimo momento. 

A proposito, non dovremmo pensare che il Reich di Hitler fosse da paragonare ai bolscevichi perché Hitler era in tutto e per tutto molto più umano. Si poteva parlare con le SS, con la Gestapo. È stato possibile dissuaderli dal mandarti in un campo di prigionia. Ci si potrebbe aspettare un po’, in una certa misura, giustizia da loro. E chiunque abbia vissuto sia sotto Hitler che sotto i comunisti, ti dirà che non c’era scelta. Tornavano sempre in Germania ogni volta che cambiavano le linee di battaglia. Conosciamo molte persone che erano in Germania in quel periodo. E dicono che ovviamente era una specie di posto pazzo, e Hitler era molto strano. Tuttavia, una sorta di vita normale era ancora possibile; mentre sotto i bolscevichi il totalitarismo è assolutamente assoluto.  

Quindi in questo senso Hitler è una piccola imitazione dei bolscevichi; era ancora molto compromesso con il passato. Ma negli ultimi giorni di guerra, il suo ministro della propaganda Goebbels ha spiegato alla radio qualcosa che suona molto marxista, dato che le bombe cadevano tutt’intorno. “Il terrore delle bombe non risparmia le abitazioni né dei ricchi né dei poveri; prima degli uffici del lavoro della guerra totale si sono dovute abbattere le ultime barriere di classe… Insieme ai monumenti della cultura si sgretolano anche gli ultimi ostacoli all’adempimento del nostro compito rivoluzionario. Ora che tutto è in rovina, siamo costretti a ricostruire l’Europa. In passato, i possedimenti privati ​​ci legavano a un borghese ritegno. Ora le bombe, invece di uccidere tutti gli europei, hanno solo distrutto i muri delle prigioni che li tenevano prigionieri… Nel tentativo di distruggere il futuro dell’Europa, il nemico è riuscito solo a frantumare il suo passato; e con ciò, tutto ciò che è vecchio e logoro è scomparso.”49 

Quindi lo scopo del nazismo, la funzione del nazismo nella storia mondiale, è distruggere il passato. E i bolscevichi che stavano facendo la stessa cosa in Russia, quando trionfano, il loro obiettivo ora è di andare in tutto il mondo e distruggere questo, questo passato. Ed erano addirittura organizzati come negli ultimi giorni in Germania, una specie di branchi di giovani che andavano in giro e distruggevano edifici, cioè i tedeschi distruggevano i loro stessi edifici perché il nemico non avesse niente da fare, della civiltà passata non sarebbe rimasto nessun residuo. 

E ora ci chiediamo cosa c’è al di là di tutto questo. Se questa è una sorta di distruzione universale, se la vecchia religione, se la vecchia arte, cultura, civiltà deve essere distrutta e gli stessi edifici del passato devono essere distrutti, qual è l’idea rivoluzionaria del futuro? Vediamo che c’è qualche idea di cambiare l’uomo. 

Osserveremo due brevi citazioni di Nietzsche, nella prossima conferenza parleremo di uno dei principali profeti di questa nuova era. Dice due cose che sono molto interessanti da questo punto di vista. Uno, dice nel suo libro La volontà di Potenza, «in certe circostanze, l’apparizione della forma più estrema di pessimismo e di attuale nichilismo potrebbe essere il segno di un processo di crescita incisiva ed essenzialissima, e del transito in condizioni di esistenza completamente nuove. Questo è quello che ho capito”.50 

Di nuovo, parla del suo concetto di trasvalutazione dei valori, quando dice: “Con questa formula trova espressione un contromovimento, riguardo sia a un principio che a una missione; un movimento che in un futuro remoto sostituirà questo perfetto nichilismo; ma che tuttavia lo considera (il nichilismo) come un passo necessario, logicamente e psicologicamente, verso il proprio avvento, e che positivamente non può venire, se non sopra e fuori di esso.51 

E abbiamo una citazione molto interessante di Lenin. E dice, dando proprio il suo ideale dell’unica fabbrica nel mondo a cui nessuno può sottrarsi: «Ma questa disciplina “di fabbrica”, che il proletariato estenderà a tutta la società dopo la sconfitta dei capitalisti e il rovesciamento degli sfruttatori, non è affatto il nostro ideale, né il nostro fine ultimo. Non è che un punto d’appoggio necessario per la pulizia radicale della società da tutte le turpitudini dello sfruttamento capitalista, al fine di avanzare ulteriormente».52 

E lo stesso Lenin, nonostante tutte le sue argomentazioni contro gli anarchici, è finalmente costretto ad ammettere che l’obiettivo finale del comunismo è esattamente lo stesso dell’obiettivo finale di Bakunin e degli anarchici: cioè una sorta di anarchia assoluta. 

Nella prossima lezione analizzeremo cosa questo può significare. E ha un significato preciso nella teologia della rivoluzione.  

Concludiamo con una breve citazione di un poeta del nostro secolo, W.B. Yeats, poeta irlandese molto immischiato con l’occultismo, che fondò la sua loggia dell’occultismo, un tempo fu molto in sintonia con Hitler perché sembrava incarnare un nuovo tipo di principio occulto. E infatti lo stesso Hitler si autoproclamò primo dittatore in una nuova era di magia. 

Yeats scrisse: “Cari uccelli predatori, preparatevi alla guerra… Amate la guerra a causa del suo orrore, che la credenza può essere cambiata, la civiltà rinnovata… La credenza viene dallo shock… La credenza si rinnova continuamente nella prova della morte.”53 

E discuteremo nella prossima lezione di questa idea che, di questa distruzione  di cui gli stessi rivoluzionari non conoscono il significato. Tutto quello che sanno è che hanno voglia di distruggere. Tutti gli standard passati sono spariti. Non c’è più niente che li trattenga. Le loro passioni vengono fuori. E semplicemente distruggono, uccidono – con la cosa più spaventosa. In effetti, non abbiamo mai avuto un secolo così sanguinoso come il nostro secolo in cui questa brutalità puramente insensata viene portata avanti.  

E il libro di Solzhenitsyn, il Gulag, è davvero una lettura obbligata per chi vuole capire cosa significa la rivoluzione, come può essere che persone che parlano di libertà, libertà e fratellanza possano aver instaurato la tirannia più spaventosa nella storia della l’umanità, senza escludere nessuno degli antichi despoti orientali o assiri o egiziani o chiunque altro, il dispotismo più spaventoso che il mondo abbia mai visto, il regime più sanguinoso di persone che credono nella libertà, nella libertà e nella fratellanza, e come è stato realizzato deliberatamente per sminuire l’uomo e distruggerlo.

Le persone che fanno le rivoluzioni normalmente non vedono questo – cosa c’è al di là. Ma tutti sentono che così facendo stanno distruggendo tutto il peso della civiltà, della religione, della tradizione. Una volta distrutto, e vediamo come ci volle molto tempo, da quando iniziò la Rivoluzione francese. E tutte queste rivoluzioni ovviamente non hanno successo perché è rimasto troppo peso del passato, è rimasta troppa tradizione, è rimasta troppa cultura e civiltà. C’è solo quando hanno distrutto tutto, e persino reso l’uomo una specie di nuova creatura, una specie di persona abituata alla violenza.

E vediamo in Occidente, se guardi, i bambini guardano la televisione. Vedono persone che vengono uccise ogni giorno. Diventano molto insensibili alla violenza, allo spargimento di sangue. Lo stesso genere di cose sta succedendo nel mondo libero per abituare le persone allo spargimento di sangue, alla violenza, piuttosto insensibili. 

E una volta che questo tipo di persona sarà presentato, allora arriverà una nuova rivelazione religiosa. E anche W.B. Yeats dice che tutto questo è positivo. Dovremmo amare questo intero processo di rivoluzione, guerra e distruzione perché significa che la rivoluzione sta nascendo. E ora vedremo nella prossima conferenza… questa nuova religione, tutta legata all’idea dell’anarchia, all’idea di superare il nichilismo, è la fine della rivoluzione, che in pochi ma molto astuti ci hanno visto dentro e ne hanno parlato.

NOTE:

1. I fratelli Karamazov, pp. 673-689, “Il diavolo, incubo di Ivan”; Cfr. p. 247: “Penso che se non esiste il diavolo, ma l’uomo lo ha creato, lo ha creato a sua immagine e somiglianza.” – Ivan; anche cfr. Ivan parlando con Smerdykov, p. 638: “Sei stato lì di notte, quando è venuto… Lo sai mi fa visita?”

2. Webster, op. cit., pp.136-139.

3. Ibid., pp. 141-142.

4. Ibid., pp. 149-152.

5. Ibid. pp. 150-152.

6. Ibid., pp. 153-154.

7. Palmer, RR e Colton, Joel, A History of the Modern World, Alfred A. Knopf, Inc., 1965, pag. 476: “Quando a milioni di persone fu improvvisamente, per la prima volta nella loro vita, chiesto di votare per la presidenza nel 1848, il nome di Bonaparte era l’unico di cui avessero mai sentito parlare: ‘Come dovrei non votare per questo signore?’ disse un vecchio contadino, ‘Io il cui naso è stato congelato a Mosca?’”

8. Marx, Karl ed Engels, Frederick, Il Manifesto Comunista, New York Labor News Co., New York, 1954, pag. 48.

9. Webster, pag. 174.

10. Citato in Webster, p. 174.

11. Ibid.

12. Citato in Webster, p. 175.

13. Webster, pag. 176.

14. Citato in Webster, p. 190.

15. Citato in Webster, p. 191.

16. Citato in Rose, Eugene (P. Seraphim), Nichilismo: la radice della Rivoluzione dell’età moderna, p. Seraphim Rose Fondazione, 1994, Forestville, CA, pag. 56.

17. Ibid., p. 56.

18. Citato in Nichilismo, p. 56: Citato in E.H. Carro, Michael Bakunin, pag. 440.

19. Citato in Webster, p. 215 da Documents et souvenirs de l’Internazionale, James Guillaume, II, p. 253. Cfr. Dio e lo Stato, pag. 2, citato in Note sull’anarchismo di p. S: “Bakunin e Satana:… “Il proletariato di Parigi è ‘il Satana moderno, il grande ribelle, vinti ma non pacificati”.

20. Citato in Webster, p. 211.

21. Citato in Nichilismo, p. 56.

22. Alliance de la Démocratie Socialiste, ecc., publiée par ordre du Congrès International de la Haye (1873), p. 21, citato in Webster, pag. 205.

23. Cfr. Webester, pp. 212-213: “La ‘sanguinosa settimana’ in strada seguirono i combattimenti. Entro il terzo giorno le truppe di Versailles avevano raggiunto l’accesso alle Tuileries, e fu allora che i generali della Comune, Brunel e Bergeret, diedero fuoco al palazzo e la Rue Royale. …otto mesi prima di quella terribile notte del 23 maggio, un cartone animato era apparso nelle vetrine dei negozi di Città tedesche raffiguranti Parigi in fiamme,… e, sotto, le parole: “Gefallen, gefallen ist Babylon die Stolze” (Babilonia la grande è caduta, caduta!) …Il Palazzo delle Tuileries era ridotto in cenere…”

24. Bakunin, Mikhail A., Dio e lo Stato, 1882: “Il vecchio ordine deve essere distrutto e sostituito da uno nuovo”.

25. Cfr. Webster, pag. 215: “Marx… ora pubblicò un panegirico della Comune intitolato La guerra civile in Francia, in cui si riferiva allo Stato come “quel parassita che sfrutta e ostacola il libero movimento della società.”… Ma la misura della sincerità di Marx, scrivendo il suo panegirico della Comune, fu rivelato quando la sua corrispondenza con il suo amico Sorge fu pubblicata nel 1906.

26. Proudhon, Principio del diritto, citato in The Pocket Book of Citazioni, Henry Davidoff, ed., Pocket Books, New York, 1952, p. 302; anche Cos’è la proprietà?, citato in The Worldly Filosofi, Robert L. Heilbroner, Simon e Schuster, A Clarion Book, New York, 1967, pag. 139; Webster, pag. 257, dice questo è “l’assioma di Brissot”.

27. p. Seraphim. Le note sull’anarchismo cita Proudhon, De la Justice poursuivie par l’Église, iii, p. 179.

28. Proudhon, Système des contradictions économiques ou filosofia della miseria (1846). Prologo, cap. viii, citato in Lowith, Significato nella storia, p. 63: “Proudhon dice che ‘il primo dovere di un uomo libero e intelligente è di scacciare l’idea di Dio della sua mente e della sua coscienza incessantemente”; perché, se esiste, egli è essenzialmente ostile alla nostra natura. ‘Noi raggiungiamo la scienza nonostante lui, il benessere suo malgrado, alla società suo malgrado: ogni il progresso è una vittoria in cui schiacciamo la divinità”.

30 Ibid., p. 64: «Dio, se esiste, è nemico dell’uomo».

31. Bakunin, God and the State, Londra, 1910, p. 16.

32. Citato in Nichilismo, p. 72. Appunti sull’anarchismo di p. Seraphim cita: Idée générale de la révolution; anche Giustizia, III, pp. 433-434 (De Lubac, Il dramma dell’umanesimo ateo, Sheed & Ward, 1950, p.173).

33. Fonte: parafrasi da La Volontà di Potenza?

34. Webster pp. 298-303.

35. Conquista mondiale attraverso il governo mondiale. I Protocolli dei dotti anziani di Sion, trad. dal russo di Sergei Nilus di Victor E. Marsden. Protocollo n. 14.

36. Protocollo n. 17.

37. Protocollo n. 15.

38. Ibid.

39. Hitler citato in Rauschning, Hitler parla, Thornton Butterworth Ltd., Londra, 1939, pp. 235-6: “Ho letto ‘The Protocols of the Elders of Sion’ – mi ha semplicemente sconvolto. La furtività del nemico e la sua ubiquità! Ho visto subito che noi dobbiamo copiarlo, a modo nostro, ovviamente. …“Dobbiamo battere l’Ebreo con la sua stessa arma… L’ho visto nel momento in cui ho letto il libro.”

“Quindi hai tratto ispirazione per la tua lotta dal “Protocolli”? Ho chiesto [Rauschning].

«Sì, certo, fin nei minimi dettagli… ho trovato questi Protocolli enormemente istruttivi. Ho sempre imparato molto dai miei avversari”. 

p. 238: Rauschning: “…E cosa… hai preso di altro dai ‘Protocolli dei Savi di Sion’?”

Hitler: “L’intrigo politico, la tecnica del complotto, l’organizzazione. Non è abbastanza?”

Vedi anche Rauschning, Rivoluzione del nichilismo, p. 53: “E sarebbe un grave errore supporre che un così astuto individuo come il ministro tedesco della Propaganda non è perfettamente ben consapevoli che la propaganda di atrocità contro gli ebrei, inclusi i “Protocolli dei Savi di Sion” sono assurde sciocchezze, che non vede proprio come attraverso la truffa razziale chiaramente come quei suoi compatrioti che ha scacciato dalla loro nazione. …Le basi della “filosofia” …sono state deliberatamente inventate per la loro efficacia demografica e per il perseguimento degli obiettivi politici del partito”.

40. Cfr. Le grandi citazioni, comp. di George Seldes, Pocket Libri, New York, 1967, p. 285: “La dittatura rivoluzionaria del proletariato è il potere conquistato e mantenuto dalla violenza del proletariato contro la borghesia, cioè il potere senza alcun vincolo di legge”. V. Lenin citato ne Il proletariato, la rivoluzione e il rinnegato Kautsky, Internazionale Editori, New York, 1934; anche “La dittatura del proletariato non è altro che il potere basato sulla forza e limitato da nulla, da nessun diritto e da nessuna legge assolutamente”. Seldes citando V. I. Lenin, Complete Works, (edizione francese) Vol. XVIII, pag. 361.

41. L’ideologia tedesca, Parte I, Marx ed Engels, Internazionale Editori, New York, 1947, p. 84.

42. Marx ed Engels, L’ideologia tedesca, Parte I, Internazionale Editori, New York, 1947, p.69.

43. Ibid., p. 204n.

44. Kahler, Erich, La torre e l’abisso, George Braziller, Inc., New York, 1957, pp. 225-6.

45. Rauschning, Hitler parla, p. 238: “‘Ma lo siamo stati parlando”, disse Hitler, “dell’ebreo solo come sovrano del impero economico mondiale. Abbiamo parlato di lui come del nostro avversario politico. Dove si trova nella lotta più profonda per la nuova era mondiale?’

“Ho confessato che non ne avevo idea.

“Non possono esserci due Eletti. Siamo il popolo di Dio. Fa che non rispondono pienamente alla domanda?”

“Questo va inteso simbolicamente?”

Di nuovo ha sbattuto il tavolo.

“Simbolicamente? No! È la pura e semplice verità non diluita. Due mondi si fronteggiano: gli uomini di Dio e gli uomini di Satana!

L’ebreo è l’antiuomo, la creatura di un altro dio. Lui deve provenire da un’altra radice della razza umana. Ho impostato l’ariano e l’ebreo uno contro l’altro; e se chiamo uno di loro a essere umano devo chiamare l’altro qualcos’altro….”

46. ​​Le conversazioni segrete di Hitler, p. 117: “La guerra sarà finita un giorno. Allora considererò che il compito finale della mia vita sarà quello di risolvere il problema religioso. Solo allora la vita del tedesco nativo potrà essere garantita una volta per tutte.

47. Citato in Nichilismo, p. 77: Citato in H.R. Trevor-Roper, Gli ultimi giorni di Hilter, New York, The Macmillan Co., 1947, p.82.

48. Citato in Rauschning, Hermann, La voce della distruzione, Figli di GP Putnam, New York, 1940, p. 5.

49. Citato in Nichilismo, p. 76: Goebbels citato in H.R. Trevor- Roper, Gli ultimi giorni di Hitler, New York, The Macmillan Co., 1947, pp. 50-51.

50. Citato in Nichilismo, p. 91: La volontà di potenza, p. 92.

51. Citato in Nichilismo, p. 91; La volontà di potenza, pag. 2.

52. Citato in Nichilismo, p. 91: Stato e rivoluzione, Vladimir Lenin, International Publishers, New York, 1935, p. 84.

53. Citato in Nichilismo, p. 89: Una visione, William Butler Yeats, 1937, pp. 52-53.

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