del Vescovo e Santo russo, Ignazio Brjanchaninov
Vedere Cristo
Vuoi vedere il Signore Gesù Cristo? «Vieni e vedi» (Gv 1,46), dice il Suo Apostolo. Il Signore Gesù Cristo ha promesso di rimanere con i Suoi discepoli «fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Egli è con loro: nel Santo Vangelo e nei Sacramenti della Chiesa. (Il Santo Martire Pietro Damasceno dice: «Cristo è nascosto nel Vangelo. Chi vuole trovarlo deve vendere tutti i suoi averi e comprare il Vangelo, affinché non solo trovi Cristo con la lettura, ma Lo riceva in sé imitando la Sua vita nel mondo. Chi cerca Cristo — dice San Massimo — non deve cercarlo fuori, ma dentro di sé, cioè essere nel corpo e nell’anima, per quanto umanamente possibile, senza peccato come Cristo»). Egli non esiste per coloro che non credono nel Vangelo: costoro non Lo vedono, essendo accecati dall’incredulità.
Vuoi ascoltare Cristo? Egli ti parla attraverso il Vangelo. Non disprezzare la Sua voce salvifica: distogliti dalla vita peccaminosa e ascolta con attenzione l’insegnamento di Cristo, che è vita eterna.
Vuoi che Cristo ti appaia? Egli ti insegna come ottenere ciò: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,21).
Sei stato adottato da Dio nel sacramento del santo battesimo, sei entrato nella più intima unione con Dio nel sacramento della santa comunione: mantieni questa adozione, mantieni questa unione. Ripristina con il pentimento la purezza e il rinnovamento portati dal santo battesimo e nutri l’unione con Dio vivendo secondo il Vangelo e comunicandoti ai santi misteri di Cristo il più spesso possibile. «Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4), ha detto il Signore. «Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore» (Gv 15,10). «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui» (Gv 6,56).
Contro l’illusione spirituale (prelest)
Guardati dalla fantasia, che può farti immaginare di vedere il Signore Gesù Cristo, di toccarlo, di abbracciarlo. Questa è una vuota finzione di una presunzione gonfia e orgogliosa! È una perniciosa auto-illusione!
(I santi scrittori ascetici chiamano questo tipo di auto-illusione “opinione” (mnenie). San Giovanni Carpazio definisce l’opinione così: «L’opinione è il nutrire l’anima con la vanagloria e il vano gonfiarsi della mente»).
Di questo tipo di auto-illusione l’Apostolo Paolo dice: «Nessuno vi impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di umiltà e nel culto degli angeli, andando dietro a sue visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale» (Col 2,18). San Gregorio Sinaita ha detto: «Coloro che parlano dai propri pensieri, prima ancora di aver raggiunto la purezza, sono stati sedotti dallo spirito dell’opinione». A costoro si riferiscono le parole dei Proverbi: «Hai visto un uomo che si crede saggio? C’è più speranza per uno stolto che per lui» (Pr 26,12). Osserva i comandamenti del Signore e vedrai in modo mirabile il Signore in te stesso, nelle tue qualità. Così vedeva il Signore in sé il santo Apostolo Paolo: egli esigeva questa visione dai cristiani; definiva coloro che non l’avevano come persone che non avevano ancora raggiunto lo stato proprio dei cristiani.
Se conduci una vita peccaminosa, assecondi le passioni e allo stesso tempo pensi di amare il Signore Gesù Cristo, allora il Suo discepolo prediletto, che riposò sul Suo petto durante l’Ultima Cena, ti rimprovera di auto-illusione. Egli dice: «Chi dice: “Lo conosco”, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto» (1 Gv 2,4-5).
Se compi la tua volontà peccaminosa e con ciò violi i comandamenti evangelici, allora il Signore Gesù Cristo ti annovera tra coloro che non Lo amano. «Chi non mi ama — dice — non osserva le mie parole» (Gv 14,24).
L’avvertimento finale
Non correre sconsideratamente, senza aver esaminato attentamente le tue vesti, con stracci vecchi e maleodoranti, alle nozze del Figlio di Dio, all’unione con Lui, sebbene tu sia invitato a questo banchetto a cui ogni cristiano è chiamato. Vi sono servi di questo Padrone di casa che ti legheranno mani e piedi e ti getteranno nelle tenebre esteriori, estranee a Dio (Mt 22,11-13).
I servi alla cui autorità viene consegnato colui che è audace, non purificato dal pentimento, gonfio di presunzione e superbia, cercatore dell’amore e di altri elevati stati spirituali, sono i demoni, gli angeli decaduti. Le tenebre esteriori sono la cecità dello spirito umano, lo stato passionale e carnale. Il peccato e gli spiriti caduti dominano l’uomo che si trova in questo stato. Egli è privo di libertà morale: le sue mani e i suoi piedi sono legati. Il legare mani e piedi significa la perdita della capacità di vivere in modo gradito a Dio e di progredire spiritualmente. In questo stato si trovano tutti gli auto-illusi. L’uomo esce da questo stato sciagurato solo con la consapevolezza del proprio errore, rigettandolo e intraprendendo il cammino salvifico del pentimento.
È difficile uscire dall’auto-illusione. Alle porte sta la guardia; le porte sono serrate con pesanti e forti serrature e catenacci; su di esse è impresso il sigillo dell’abisso infernale. Le serrature e i catenacci sono l’orgoglio degli auto-illusi, profondamente nascosto nel cuore, la loro vanagloria — che costituisce la causa prima della loro attività — l’ipocrisia e l’astuzia con cui coprono l’orgoglio e la vanagloria e con cui si rivestono della maschera della buona intenzione, dell’umiltà, della santità. Il sigillo indistruttibile è il riconoscere le azioni dell’auto-illusione come azioni della Grazia.
Può forse colui che si trova nell’auto-illusione, nel regno della menzogna e dell’inganno, essere un esecutore dei comandamenti di Cristo, che sono verità dalla Verità stess: Cristo? Chi simpatizza con la menzogna, si diletta della menzogna, ha fatto propria la menzogna e si è unito alla menzogna nello spirito, può forse simpatizzare con la Verità? No! Egli la odierà, ne diventerà un nemico frenetico e un persecutore.
Quale sarà il vostro stato, infelici sognatori, che avete immaginato di aver trascorso la vita terrena tra le braccia di Dio, quando sarete colpiti dalla sentenza del Salvatore: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi operatori di iniquità» (Mt 7,23)?
Vero amico mio nel Signore! Va’ verso il Signore Gesù Cristo, avvicinati a Lui attraverso la via dei comandamenti evangelici; attraverso di essi conoscilo; con la loro osservanza mostra e dimostra il tuo amore per il Signore Gesù. Egli stesso si manifesterà a te, nel giorno e nell’ora noti solo a Lui. Insieme a questa manifestazione, verserà nel tuo cuore un amore ineffabile per Sé. L’amore divino non è qualcosa che appartiene propriamente all’uomo caduto: esso è un dono del Santo Spirito (Rm 5,5), inviato solo da Dio nei vasi purificati dal pentimento, nei vasi dell’umiltà e della castità.
Affidati al Signore e non a te stesso: è molto più sicuro. Egli è il tuo Creatore. Quando sei incorso in una dolorosa caduta, Egli per te ha assunto l’umanità, ha dato Sé stesso al supplizio per te, per te ha versato il Suo sangue, ti ha donato la Sua Divinità: cos’altro non farà per te? Preparati per i Suoi doni purificando te stesso: questo è il tuo compito. Amin.
Note al testo
- San Pietro Damasceno, Libro I, “Sulla quarta visione”, Filocalia vol. 3.
- San Giovanni Carpazio, cap. 49, Filocalia vol. 4.
- San Gregorio Sinaita, cap. 128, Filocalia vol. 1.





