P. SERAPHIM ROSE: CONSERVATE SANTAMENTE LA GRAZIA CHE VI È STATA CONCESSA!

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P. SERAPHIM ROSE: CONSERVATE SANTAMENTE LA GRAZIA CHE VI È STATA CONCESSA!

del P. Seraphim Rose, Ieromonaco del monastero di platina in California

In Occidente è un fatto indiscutibile che la grazia di Dio sia andata perduta molti secoli fa. I cattolici e i protestanti di oggi non conoscono il potere della grazia divina. Pertanto non ci sorprende che non siano in grado di distinguerla dagli inganni del diavolo. Ma ahimè! Il successo della contraffazione spirituale, anche tra i cristiani ortodossi di oggi, rivela quanto, perfino loro, abbiano perso il profumo del vero cristianesimo. Quindi anche loro non sono più in grado di distinguere tra il vero cristianesimo e lo pseudo-cristianesimo. Per troppo tempo i cristiani ortodossi hanno dato per scontato il tesoro inestimabile della loro fede e hanno trascurato di mettere in pratica un insegnamento fatto dell’oro più puro.

Quanti cristiani ortodossi sono almeno a conoscenza dell’esistenza dei testi fondamentali della spiritualità ortodossa, che ci insegnano con precisione come distinguere la spiritualità autentica da quella falsa, testi che mostrano la vita e gli insegnamenti dei santi perfezionati che hanno ottenuto la grazia di Dio in misura abbondante anche in questa vita? Quanti di loro hanno assimilato l’insegnamento contenuto nel Lavsaikon, nella Scala di San Giovanni la Scala, nelle Omelie di San Macario, nelle Vite dei Padri Teofori del Deserto, nella Guerra Invisibile, nel libro La mia vita in Cristo di San Giovanni di Kronstadt e in molti altri libri ortodossi?

Nella Vita del grande Padre del Deserto Egiziano, San Paisio il Grande (19 giugno) troviamo un vivido esempio di quanto facilmente la grazia di Dio possa essere persa.

Un giorno, uno dei suoi discepoli si stava recando in città per vendere i suoi manufatti (oggetti realizzati con le sue mani). Lungo la strada incontrò un ebreo che, vedendo la sua semplicità, cominciò a tentarlo, dicendo: «Caro, come puoi credere in un semplice uomo crocifisso, che non è affatto il Messia atteso? Non lo è, ma un altro verrà». Il discepolo, avendo una mente più debole e un cuore semplice, cominciò ad ascoltare queste parole e arrivò al punto di dire: «Forse quello che dici è vero».

Quando tornò nel deserto, San Paisio gli voltò lo sguardo e non volle rivolgergli una sola parola. Infine, dopo molte suppliche del discepolo, il Santo gli chiese: “Chi sei? Non ti conosco! Quel mio discepolo era cristiano e aveva la grazia del Santo Battesimo su di lui, ma non vedo questo in te. Se sei veramente mio discepolo, allora la grazia del Santo Battesimo ti ha abbandonato e l’immagine di cristiano non è più in te”.

Il discepolo raccontò tra le lacrime la sua conversazione con l’ebreo, e il Santo rispose: “Poverino! Cosa c’è di peggio e di più impuro di queste parole con cui hai rinnegato Cristo e il Santo Battesimo? Ora va’ e piangi per il tuo peccato, perché non puoi più stare con me; il tuo nome è stato scritto insieme a coloro che hanno rinnegato Cristo, con i quali sarai giudicato e tormentato”.

Udendo questo giudizio, il discepolo tremò e si gettò ai piedi del suo anziano, implorandolo di non abbandonarlo nelle sue preghiere. Il santo, sopraffatto dalla pietà, si chiuse nella sua cella e con le lacrime implorò Dio di perdonare il peccato del suo discepolo. Dio ascoltò la preghiera del Santo e gli concesse il segno del Suo perdono e della Sua misericordia verso il discepolo.

Allora il Santo chiamò a sé il discepolo e gli disse: «Figlio, vieni e glorifica Cristo Dio con me, perché lo spirito immondo della bestemmia si è allontanato da te e lo Spirito Santo del Santo Battesimo risplende di nuovo sul tuo capo. D’ora in poi, sta’ attento che il nemico non ti assalga di nuovo per pigrizia e negligenza e, sopraffatto, ti getti nel fuoco della Geenna».

È significativo che i movimenti “carismatici” e “di meditazione” abbiano messo radici proprio tra i “cristiani ecumenistii”. La caratteristica fondamentale dei protestanti ecumenisti è la seguente: che la Chiesa ortodossa non è l’unica Chiesa di Cristo, una e vera; che la grazia di Dio è presente in altre confessioni “cristiane” e persino all’interno di religioni non cristiane; che quella che i Santi Padri della Chiesa ortodossa chiamano la via stretta della salvezza è solo “una delle tante vie”, che conducono tutte alla salvezza; e che le pratiche della propria fede in Cristo sono di scarsa importanza, così come l’appartenenza a una particolare confessione.

È vero che non tutti gli ortodossi che prendono parte agli incontri ecumenici interconfessionali credono in questo (anche se questo è certamente vero per i protestanti e i cattolici romani), ma con la loro semplice partecipazione a tali incontri, che, naturalmente, prevedono preghiere comuni con coloro che credono erroneamente in Cristo e nella Sua Chiesa, essi rivolgono implicitamente agli eretici con cui si trovano le stesse parole del discepolo della parabola: “Forse quello che dici è vero”. Non ci vuole molto di più perché un cristiano ortodosso perda la grazia di Dio. E quanto sforzo è necessario per riconquistarla!

Perciò, a maggior ragione il cristiano ortodosso deve camminare davanti a Dio con timore e tremore, preoccupandosi di non perdere la Sua grazia, che non è affatto data a tutti, ma solo a coloro che hanno la vera fede, che conducono una vita di lotta spirituale contro il peccato e che custodiscono fermamente il tesoro della grazia divina che li conduce al cielo.

Quanto più devono farlo i cristiani di oggi, circondati da ogni parte da un falso cristianesimo, che ha il suo arsenale di esperienze di “grazia” e di “Spirito Santo”, e sa citare a memoria la Sacra Scrittura e i Santi Padri per “rafforzare” le proprie eresie! Sicuramente viviamo negli ultimi giorni, quando l’inganno è così sottile da ingannare, se possibile, anche gli eletti (Matteo 24,24).

I falsi profeti del nostro tempo annunciano a voce sempre più alta l’avvicinarsi della “nuova era dello Spirito Santo”, della “nuova Pentecoste”, del “punto Omega”. Questo è esattamente ciò che, nelle vere profezie della Chiesa ortodossa, viene chiamato il regno dell’Anticristo. Questa profezia, proprio ora ai nostri giorni, sta iniziando ad adempiersi, con la forza di una potenza demoniaca.

L’intera atmosfera spirituale contemporanea è carica del potere degli esperimenti di iniziazione demoniaca, e questo mentre il “mistero dell’iniquità” entra nella sua penultima fase, in cui comincia a possedere le anime delle persone e, in effetti, non solo le loro, ma anche quelle degli eletti della Chiesa di Cristo, se possibile.

Contro questa potente “esperienza religiosa”, i cristiani ortodossi devono davvero risvegliarsi e armarsi, diventando pienamente consapevoli di cosa significhi l’Ortodossia cristiana e di come i suoi obiettivi siano totalmente diversi da quelli di tutte le altre religioni, siano esse “cristiane” o non cristiane.

Cristiani ortodossi, custodite con santità la grazia che vi è stata donata! Non permettete che diventi una questione di abitudine. Non misuratela con criteri umani e non aspettatevi che appaia logica o comprensibile a coloro che non riescono a penetrare nulla che vada oltre l’umano o a coloro che credono di poterla ottenere diversamente da quanto la tradizione della Santa Chiesa di Cristo ha sempre dimostrato. Perché la vera Ortodossia, per necessità, appare davvero “fuori luogo” in questi tempi satanici; una minoranza sempre più accentuata di disprezzati e un po’ “folli”, costretta a vivere in mezzo a una massa il cui “revivalismo” religioso è ispirato da uno spirito completamente diverso.

Ma confortiamoci con le parole forti e sicure del nostro Signore Gesù Cristo: Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto darvi il Regno (Lc 12, 32).

Che tutti i cristiani ortodossi si rafforzino per la grande battaglia che li attende e non dimentichino mai che, in Cristo, la vittoria è già nostra. Perché Egli ci ha promesso che le porte dell’inferno non prevarranno contro la Sua Chiesa (Matteo 16,18) e che per gli eletti Egli abbrevierà i giorni della tribolazione e dell’angoscia finale (Matteo 24,22). E poi, davvero, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? (Romani 8,31).

Anche nel mezzo delle tentazioni più selvagge, ci viene comandato: Fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo (Giovanni 16,33).

Viviamo dunque, come hanno fatto tutti i veri cristiani prima di noi, con la certezza che tutte le cose viste hanno una fine e che il nostro Salvatore verrà presto; perché Colui che testimonia queste cose dice: Sì, vengo presto! Amen! Vieni, Signore Gesù! (Apocalisse 22,20)

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