Mondo

Cos’è il mondo? Dai “Discorsi Ascetici” di Sant’Isacco il Siro

“Quando senti parlare di allontanamento dal mondo o abbandono del mondo o purezza dal mondo, innanzitutto ti è necessario apprendere e conoscere, non in modo superficiale ma secondo ragione, cosa indica il termine “mondo” e di quale varietà di elementi si compone questo termine. Allora potrai conoscere te stesso, e quanto sei lontano dal mondo o sei ad esso mescolato. Se uno non conosce prima cos’è il mondo, neppure saprà con quante membra ne è lontano e con quante ne è invischiato. Molti sono coloro che, astenendosi dal mondo in due o tre cose, sono convinti che nelle loro condotte ne sono quasi del tutto fuori. Non hanno infatti compreso né visto sapientemente che con uno o due membra sono morti al mondo, ma con il resto delle loro membra vivono nel corpo del mondo. Di conseguenza non sono neppure in grado di percepire le proprie passioni e, non percependole, neanche si preoccupano di curarle. Nell’interpretazione contemplativa, si intende con il termine “mondo” una sintesi che riassume le diverse passioni’. Quando dunque vogliamo indicare le passioni globalmente, le diciamo “mondo”. Quando invece le vogliamo indicare singolarmente, le chiamiamo “passioni”, distinguendone i nomi. Le passioni sono parti del processo ordinario del mondo, e quando le passioni cessano, si arresta anche il procedere del mondo. Esse sono: l’amore per la ricchezza; l’accumulo delle cose; il rimpinzare il corpo, da cui viene l’impulso della passione per l’unione sessuale; l’amore per gli onori, che è la fonte dell’invidia; il voler essere alla guida del governo; l’altezzosità e l’arroganza nell’esercizio del potere; il lusso; la gloria umana che è la causa dell’animosità; il timore per il corpo. Quando queste passioni cessano la loro corsa, allora, nella misura in cui si fermano, il mondo cessa di esistere e si arresta. È quello che avviene per ciascuno dei santi i quali, mentre sono ancora in vita, sono morti: vivono nel corpo, ma non secondo la carne. […] In breve, “mondo” è avere una condotta corporea e un’intelligenza carnale. Perciò, anche il distacco dal mondo lo si riconosce da queste due cose: dalla trasformazione delle condotte e dal discernimento dei moti. Dagli impulsi che sorgono nel tuo pensiero stimolati dalle realtà in cui esso vaga durante i suoi moti, potrai discernere la misura delle tue condotte: cos’è che la tua natura brama senza fatica? Quali impulsi sono persistenti e quali sono suscitati da un evento casuale? E poi, se il pensiero è interamente preso dalla percezione di moti incorporei, o se invece agisce solo spinto dalla materia. E se questo suo agire materiale è passionale, oppure consiste in quelle impronte lasciate dalla pratica corporea, poiché il pensiero, senza volerlo, resta offuscato da quelle realtà cui si applica anche per coltivare ciò che è eccellente, e dalle quali riceve, in modo non malato, l’occasione e il raccoglimento dei pensieri in vista del fervore. Il pensiero, infatti, quando manca di esercizio, è capace di operare in modo corporeo anche con un proposito buono, benché non in modo passionale. E ancora, se il pensiero non si ammala per i colpi segreti che riceve dalle impronte delle suggestioni, grazie a quel suo smisurato ardore in Dio; quello che è solito mettere fine ai ricordi vani”.