Lettera aperta a Sua Eminenza
il Metropolita Serafino di Nevrokop, nella sua veste
di mentore spirituale e responsabile del sito web ufficiale della Chiesa ortodossa bulgara.
Eminenza, Metropolita Seraphim, benedica!
Vi segnaliamo una notizia teologicamente errata, che si trova ancora sul sito web del nostro Patriarcato e che turba la coscienza ortodossa: qui le comunità eretiche vengono erroneamente chiamate “chiese cristiane” e più volte:
https://bg-patriarshia.bg/news/v-bari-italia-se-provezhda-simpoziuma-na-hristianite-tsarkvi
oppure
https://orthclass.com/wp-content/uploads/2026/02/op2.html.
Secondo la memorabile Decisione del Santo Sinodo del 21 aprile 2016
https://bg-patriarshia.bg/news/reshenie-na-sv-sinod-ot-21-04-2016-gs-predlozhenie-za-prome:
“Oltre alla Santa Chiesa Ortodossa, non ci sono altre chiese, ma solo eresie e scismi, e chiamare queste ultime “chiese” è teologicamente, dogmaticamente e canonicamente completamente sbagliato . “
e
Ciò che è stato detto, secondo cui “nel condurre dialoghi teologici, l’obiettivo comune per tutti è il ripristino finale dell’unità nella vera fede e nell’amore”, è completamente errato e inaccettabile, perché bisogna chiarire e sottolineare che il ritorno alla vera fede è per gli eretici e gli scismatici e non riguarda in alcun modo la Chiesa ortodossa.”
Grazie a Dio la Chiesa ortodossa bulgara si è ritirata dal Consiglio ecumenico delle Chiese nel 1998, esprimendo così la sua disapprovazione per le sue attività, poiché non può essere membro di un’organizzazione in cui è considerata “una delle tante o un ramo dell’unica Chiesa, che sta cercando una via e lotta per la sua restaurazione attraverso questo Consiglio ecumenico delle Chiese”.
«Uno è il Signore, una è la Chiesa, come dice il Credo» .
Infine, la decisione del Santo Sinodo afferma che questa è “la posizione immutabile della Chiesa ortodossa bulgara”, il che è perfettamente corretto e giusto, perché anche il dogma secondo cui la Chiesa di Cristo è una (articolo 9 del Credo) è immutabile.
Pertanto, la notizia di cui sopra contraddice sia questo dogma sia la citata Decisione del Santo Sinodo del 21.04.2016, e in generale l’intera Sacra Tradizione e le norme canoniche riguardanti le eresie e le comunità scismatiche. Inoltre, potrebbe trarre in inganno il lettore non illuminato, ritenendo che anche le altre “denominazioni” facciano parte della Chiesa, poiché sono chiamate “Chiese cristiane”, il che suggerisce che il credo sia di secondaria importanza per la salvezza dell’uomo, il che è altrettanto falso: la parola di Dio pone l’eresia sullo stesso piano di altri peccati mortali come la fornicazione, l’omicidio, l’inimicizia, ecc. (Gal 5,20).
Alla luce di quanto sopra, sorge spontanea la domanda: chi e perché ha pubblicato la notizia di cui sopra? Si tratta di ignoranza spirituale o di un atto di tradimento interno? La notizia non porta alcun beneficio spirituale – né al lettore, né all’autore, né a chi tecnicamente la pubblica. Rimane la sensazione che serva solo a interessi terreni, inclusa la paneresia ecumenica, perché parla proprio il linguaggio degli eretici-ecumenisti – ecco una nuova prova di ciò: l’arcivescovo Elpidiforo, naturalmente del Patriarcato Ecumenico, ha affermato durante una preghiera ecumenica, proibita dai Santi Canoni: “Per superare il nostro isolamento ecclesiale“, ha detto l’arcivescovo Elpidiforos, “dobbiamo sforzarci consapevolmente di accettare la diversità che già esiste nel Corpo di Cristo“
Queste parole affermano che nel Corpo di Cristo ci sono molte chiese/varietà di confessioni su base cristiana, proprio come fanno le notizie sul nostro sito web patriarcale. Se mentissimo in questo modo, non aiuteremmo mai nessuno ad unirsi alla Chiesa e a desiderare di morire al peccato e vivere per il Signore Gesù Cristo, perché si sentirebbe a suo agio nell’eresia, ingannato da notizie e affermazioni del genere, secondo cui anche lui è nella Chiesa, proprio come gli ortodossi…
Per coloro che obiettassero con la solita astuzia che “l’ecumenismo non è stato ancora condannato conciliarmente come eresia”, vorremmo ricordare che è stato condannato come eresia, sia da numerosi santi del XX secolo (il Venerabile Justin Popovich, San Gabriele Urgebadze, il Venerabile Paisios Athonita, San Serafino di Sofia nel suo rapporto speciale del 1948 contro il movimento ecumenico, il Venerabile Kuksha di Odessa, ecc.), sia dal Sinodo della Chiesa ortodossa russa all’estero, che, poco dopo l’Assemblea di Vancouver del CEC nell’agosto 1983, ha emesso un anatema diretto all’ecumenismo. Ecco il testo letterale di questo documento:
“ANATEMA – a coloro che si oppongono alla Chiesa di Cristo e insegnano che la Chiesa di Cristo era divisa in cosiddetti “rami” che differiscono tra loro nella dottrina e nello stile di vita, – o che la Chiesa non esisteva visibilmente, ma sarebbe stata presumibilmente formata in futuro, quando tutti i “rami”, o parti, o confessioni, e persino tutte le religioni sarebbero state unite in un unico corpo;
(anatema) e a coloro che non distinguono il sacerdozio e i sacramenti della Chiesa dal sacerdozio e dai sacramenti degli eretici, ma dicono che il battesimo e l’Eucaristia degli eretici erano sufficienti per la salvezza;
quindi (anatema) anche a coloro che consapevolmente comunicano con i menzionati eretici o difendono, diffondono e propugnano la loro eresia ecumenica appena emersa, con il pretesto dell’amore fraterno o della presunta unificazione dei cristiani divisi! (citato da “Orthodoxos Typos”, n. 585, Atene, 16.XII.1983, p. 1)
Del resto, l’eresia è eresia (cioè un peccato grave), anche prima della sua condanna conciliare, come risulta chiaramente dalle parole di San Paolo Apostolo:
«Evita l’eretico, dopo averlo ammonito una o due volte, sapendo che un tale è un pervertito e pecca, condannandosi da sé» (Tito 3:10-11).
e dall’esempio del Santo Massimo il Confessore, che denunciò l’eresia e i gerarchi apostati (con i quali non voleva comunicare) molto prima che giungesse la loro condanna conciliare.
Per tutti questi motivi, chiediamo a Vostra Eminenza di ordinare la rimozione della notizia sopra menzionata dal sito web della BOC-BP e di non consentire la pubblicazione di tale inganno in futuro.
Vi chiediamo di ricordare, come riterrete pastoralmente opportuno, ai ministri che hanno pubblicato la notizia che, oltre alle persone, anche Dio legge ciò che scriviamo e che non dobbiamo offenderlo con indifferenza e apatia riguardo alle questioni religiose, né dobbiamo considerarle in modo superficiale e burocratico.
Bacio la tua santa mano destra arcipastorale e rimango suo in Cristo,
Alessandro Todorov





