San Basilio: Lettera 10 a Eleuthera
Lettera X
A Eleuthera
Esiste una tecnica di caccia alle colombe di questo genere. Quando coloro che si dedicano a simili pratiche riescono a impadronirsi di una colomba, a renderla docile e ad abituarla a mangiare insieme a loro, allora le ungono le ali con un profumo e la lasciano unirsi alle colombe che vivono all’aperto. Il profumo di quell’unguento fa sì che l’intero stormo selvatico diventi proprietà di chi ha addomesticato la colomba: infatti, attratte da quelle che emanano un buon odore, anche le altre le seguono e finiscono per stabilirsi nella stessa colombaia.
Ma perché comincio la lettera con questo racconto? Perché ho preso mio figlio Dionisio — quello che un tempo si chiamava Diomede — e, dopo avergli cosparso le ali dell’anima con il profumo divino, l’ho mandato alla tua venerabile signoria, affinché anche tu potessi levarti in volo insieme a lui e raggiungere il nido che il suddetto ha costruito presso di noi.
Se dunque potessi vedere tutto questo ancora durante la mia vita, e la tua venerabile signoria avviarsi a una vita più elevata, chiederei a molte persone degne di Dio di renderti la gratitudine che gli è dovuta.