Sull’amore per il prossimo

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Sull’amore per il prossimo

del Vescovo e Santo russo, Ignazio Brjanchaninov

Tutte le opere. Volume 1

Cosa potrebbe esserci di più bello, di più gioioso dell’amore per il prossimo?

Amare è beatitudine; odiare è tormento.

Tutta la legge e i profeti sono incentrati sull’amore per Dio e per il prossimo (Matteo 22,40).

L’amore per il prossimo è la via che conduce all’amore per Dio: perché Cristo si è compiaciuto di rivestirsi misteriosamente di ciascuno dei nostri prossimi, e in Cristo è Dio (1 Giovanni). Non pensare, mio ​​carissimo fratello, che il comandamento dell’amore per il prossimo sia così vicino al nostro cuore decaduto: il comandamento è spirituale, ma il nostro cuore è di carne e sangue; il comandamento è nuovo, ma il nostro cuore è vecchio. Il nostro amore naturale è stato danneggiato dalla caduta; deve essere purificato – Cristo lo comanda – e dobbiamo trarre dal Vangelo il santo amore per il prossimo, l’amore in Cristo. Le qualità di un uomo nuovo devono essere completamente nuove; nessuna vecchia qualità gli si addice. L’amore che nasce dal movimento del sangue e dai sentimenti carnali non ha alcun valore di fronte al Vangelo. E che valore può avere, quando, con il sangue ancora caldo, giura di dare la sua vita per il Signore, e dopo poche ore, quando il sangue si è raffreddato, giura di non conoscerlo? (Matteo 26,33.35.74).

Il Vangelo rifiuta l’amore che dipende dal flusso del sangue, dai sentimenti del cuore carnale. Dice: «Non pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma spada. Perché sono venuto a separare l’uomo da suo padre, la figlia da sua madre, la sposa da sua suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua» (Matteo 10,34-36). La Caduta ha assoggettato il cuore al dominio del sangue e, attraverso il sangue, al dominio del principe di questo mondo. Il Vangelo libera il cuore da questa prigionia, da questa violenza, e lo pone sotto la guida del Santo Spirito. Il Santo Spirito ci insegna ad amare il prossimo in modo sacro. L’amore, acceso e nutrito dal Santo Spirito, è un fuoco. Questo fuoco estingue il fuoco dell’amore naturale e carnale, corrotto dalla Caduta. [1]

«Chi dice che si possono avere entrambi i tipi di amore inganna se stesso», disse san Giovanni Climaco. [2] 

Che caduta ha subito la nostra natura! Chiunque sia naturalmente capace di amare il prossimo con passione deve esercitare una straordinaria forza d’animo per amarlo come comanda il Vangelo. Anche l’amore naturale più ardente si trasforma facilmente in disgusto, in odio inconciliabile (2 Samuele 13,15). L’amore naturale fu espresso anche con un pugnale. Quanto è ferito il nostro amore naturale! Che grave ferita porta con sé: la dipendenza! Un cuore sopraffatto dalla dipendenza è capace di qualsiasi ingiustizia, di qualsiasi illegalità, pur di soddisfare il suo amore morboso.

«Una bilancia falsa è un abominio per il Signore, ma un peso giusto è la sua delizia» (Proverbi 11,1).

L’amore naturale dona alla persona amata solo cose terrene; non pensa a quelle celesti. Questo è in inimicizia con il Cielo e con il Santo Spirito, perché lo Spirito esige la crocifissione della carne. Questo è in inimicizia con il Cielo e con il Santo Spirito: perché è sotto il controllo dello spirito maligno, dello spirito impuro e perduto. Avviciniamoci al Vangelo, fratello mio carissimo, e guardiamoci in questo specchio! Guardandoci, spogliamoci delle vecchie vesti con cui la caduta ci ha rivestiti e indossiamo la nuova veste che Dio ha preparato per noi. La nuova veste è Cristo. «Quanto più siete stati battezzati in Cristo, tanto più vi siete rivestiti di Cristo» (Galati 3,27). La nuova veste è il Santo Spirito. «Sarete rivestiti di una potenza dall’alto» (Luca 24,49), disse il Signore a proposito di questa veste.

I cristiani sono rivestiti delle proprietà di Cristo, per mezzo dell’azione del Santo Spirito, che è onnipotente.

Per un cristiano questo è un indumento. «Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non assecondate i desideri della carne» (Romani 13,14), dice l’Apostolo.

Innanzitutto, guidati dal Vangelo, abbandonate l’inimicizia, il rancore, l’ira, la condanna e tutto ciò che si oppone direttamente all’amore. Il Vangelo ci comanda di pregare per i nostri nemici, di benedire coloro che ci maledicono, di fare del bene a coloro che ci odiano e di lasciare al prossimo ciò che ci ha fatto. Voi che volete seguire Cristo, cercate di mettere in pratica tutti questi comandamenti. Non basta affatto leggere con piacere gli insegnamenti del Vangelo e meravigliarsi dell’elevata moralità che contengono. Purtroppo, molti si accontentano di questo. Quando inizi a mettere in pratica i comandamenti del Vangelo, i dominatori del tuo cuore opporranno ostinatamente resistenza a questa osservanza. Questi dominatori sono la tua condizione carnale, in cui sei soggetto alla carne e al sangue, e gli spiriti decaduti, ai quali è soggetto il regno della carne, ovvero la condizione carnale dell’uomo. La saggezza carnale, la sua verità e la verità degli spiriti caduti esigeranno che tu non comprometta il tuo onore e gli altri privilegi perituri, ma che li difenda. Ma sopporta la battaglia invisibile con coraggio, guidato dal Vangelo, guidato dal Signore stesso.

Sacrifica tutto per adempiere ai comandamenti del Vangelo. Senza tale sacrificio, non sarai in grado di adempierli. Il Signore disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso» (Matteo 16,24).

Quando il Signore è con te, spera nella vittoria: il Signore non può che essere il vincitore. Chiedete al Signore la vittoria; chiedetela con la preghiera costante e il pianto. E l’azione della grazia entrerà inaspettatamente nel vostro cuore: improvvisamente sentirete la più dolce ebbrezza dell’amore spirituale per i vostri nemici.

Hai ancora una dura battaglia davanti a te! Devi ancora essere coraggioso! Guarda gli oggetti del tuo amore: ti piacciono davvero? Il tuo cuore è profondamente legato a loro? – Rinuncia a loro. Il Signore, legislatore dell’amore, vi chiede questa rinuncia, non per privarvi dell’amore e delle persone care, ma perché, avendo rigettato l’amore carnale, contaminato dalla mescolanza del peccato, diventiate capaci di accogliere l’amore spirituale, puro e santo, che è la suprema beatitudine.

Chi ha sperimentato l’amore spirituale guarderà con disgusto all’amore carnale, considerandolo una brutta distorsione dell’amore. Come si può rinunciare agli oggetti d’amore che sembrano essersi così uniti al proprio cuore? Dì a Dio: “Essi, Signore, sono tuoi; ma io chi sono? Una creatura debole, insignificante”. “Oggi sono ancora su questa terra, posso essere utile in qualche modo ai miei cari; domani, forse, scomparirò dalla faccia della terra e non sarò più nulla per loro!”. “Che mi piaccia o no, arriva la morte, arrivano altre circostanze, che mi strappano con la forza da coloro che consideravo miei, e non lo sono più. In realtà non lo erano; c’era una sorta di relazione tra me e loro; ingannato da questa relazione, li chiamavo, li riconoscevo come miei. Se fossero stati veramente miei, sarebbero rimasti miei per sempre”. “Tutte le creature appartengono a un solo Creatore: Egli è il loro Dio e Signore. Tuoi, mio ​​Signore, te li consegno: me ne sono appropriato ingiustamente e invano”. Per loro, è più vero appartenere a Dio. Dio è eterno, onnipresente, onnipotente e infinitamente buono. Per coloro che gli appartengono, Egli è il più fedele e affidabile Aiutante e Protettore.

Dio dona all’uomo ciò che gli appartiene: e gli uomini diventano suoi, per un certo tempo secondo la carne, per sempre secondo lo spirito, quando Dio si compiace di fare questo dono all’uomo. Il vero amore per il prossimo si fonda sulla fede in Dio: è in Dio. «Saranno tutti uno», proclamò il Salvatore del mondo al Padre suo, «come tu, Padre, sei in me, così anch’io sarò in te, perché anch’essi siano uno in noi» (Giovanni 17,21).

L’umiltà e la devozione a Dio sconfiggono l’amore carnale. Questo significa che esso si nutre di superbia e incredulità. Fate per i vostri cari ciò che è utile e consentito dalla legge; ma affidateli sempre a Dio, e il vostro amore cieco, carnale e indiscriminato si trasformerà gradualmente in amore spirituale, razionale e santo. Se il tuo amore è una passione illecita, allora rifiutalo come un abominio. Quando il tuo cuore non è libero, è segno di dipendenza. Quando il tuo cuore è prigioniero, è segno di una passione folle e peccaminosa. L’amore santo è puro, libero, tutto in Dio. È l’azione del Santo Spirito che agisce nel cuore mentre questo viene purificato. Avendo rigettato l’inimicizia, avendo rigettato le passioni, avendo rinunciato all’amore carnale, acquisisci l’amore spirituale; «allontanati dal male e fa’ il bene» (Sal 33,14).

Mostra rispetto per il tuo prossimo come per l’immagine di Dio: un rispetto che risiede nella tua anima, invisibile agli altri, evidente solo alla tua coscienza. Che le tue azioni siano misticamente coerenti con il tuo stato spirituale. Mostra rispetto per il tuo prossimo, senza distinzione di età, sesso o classe sociale, e gradualmente l’amore santo comincerà a manifestarsi nel tuo cuore. La ragione di questo santo amore non è la carne e il sangue, non è l’attrazione dei sentimenti, ma Dio.

Coloro che sono privati ​​della gloria del cristianesimo non sono privati ​​di un’altra gloria, ricevuta al momento della creazione: sono infatti immagine di Dio. Se l’immagine di Dio viene gettata nelle terribili fiamme dell’inferno, anch’io devo onorarla lì. Che mi importa delle fiamme, dell’inferno! L’immagine di Dio sarà proiettata lì dal giudizio divino: il mio compito è quello di mantenere la riverenza per l’immagine di Dio e, in tal modo, salvarmi dall’inferno. Onorerò il cieco, il lebbroso, il disabile mentale, il neonato, il criminale e il pagano come immagini di Dio. Che ti importa delle loro debolezze e mancanze? Abbi cura di te stesso, affinché a te non manchi l’amore. In quanto cristiani, rendiamo onore a Cristo, che ha detto per la nostra istruzione e ripeterà quando deciderà il nostro destino eterno: Tutto ciò che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Matteo 25,40). Nel vostro rapporto con il prossimo, tenete a mente questa parola del Vangelo e diventerete testimoni d’amore per il vostro prossimo. Chi nutre amore per il prossimo, attraverso di esso, giunge all’amore per Dio.

Ma se pensi di amare Dio, ma nel tuo cuore alberga un sentimento sgradevole verso almeno una persona, allora ti trovi in ​​un triste autoinganno. «Se qualcuno dice», afferma san Giovanni il Teologo, «io amo Dio, ma odio mio fratello, mente… Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello» (1 Giovanni 4,20-21). La manifestazione dell’amore spirituale per il prossimo è segno del rinnovamento dell’anima operato dal Santo Spirito: «Sappiamo», dice ancora il Teologo, «di essere passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli; chi non ama il fratello rimane nella morte» (1 Giovanni 3,14).

La perfezione del cristianesimo risiede nell’amore perfetto per il prossimo.

L’amore perfetto per il prossimo è l’amore di Dio, per il quale non c’è imperfezione, per il quale non c’è fine al progresso. Il progresso nell’amore per Dio è infinito: perché “l’amore” è l’infinito Dio” (1 Giovanni 4,16 ). L’amore per il prossimo è il fondamento su cui si costruisce l’amore. Amato fratello! Cerca di scoprire in te stesso l’amore spirituale per il prossimo: entrando in esso, entrerai nell’amore per Dio, nelle porte della risurrezione, nelle porte del regno dei cieli. Amin.

1)  San Giovanni Climaco, La Scala. Gradino XV. Cap. 3.

2)  ibidem, Gradino III, capitolo 16

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