Lettera di testimonianza di Fede e di rottura della comunione di alcuni fedeli ortodossi in Italia

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Lettera di testimonianza di Fede e di rottura della comunione di alcuni fedeli ortodossi in Italia

dalla Fraternità “Testimonianza Ortodossa”

La confessione della fede non significa solo la proclamazione del Credo, ma anche l’allontanamento da coloro che, consapevolmente o per ignoranza, deformano la Verità.

Il sacerdote ha il dovere di testimoniare, soprattutto nei tempi di eresia. Come dice il Signore:

I sacerdoti non sono uniti e temono la deposizione, temono gli uomini e non Dio.

Noi, figli spirituali – Ciprian, Ludmila e Ana – appartenenti alla parrocchia della Protezione della Madre di Dio di Bologna, avendo come padre spirituale padre Bulat Trifon, sotto l’omoforio di Sua Eminenza Mark di Korsun, Metropolita d’Italia, siamo profondamente preoccupati per alcune pratiche non canoniche che avete compiuto e continuate a compiere nel corso di questi anni.

1. Il “Battesimo” per aspersione o infusione

Secondo il Canone 50 Apostolico:

Le regole e le norme canoniche definiscono con precisione le condizioni in cui deve essere celebrato correttamente il Santo Battesimo, non secondo opinioni personali. Il battesimo per aspersione o infusione non è battesimo/immersione. Questa innovazione, di origine papista (cattolica), è un’innovazione eretica accettata dal Concilio Vaticano II. Sorge quindi la domanda: che cosa accade ai neonati, ai bambini o agli adulti “battezzati” per infusione o aspersione, che rimangono non battezzati in senso canonico?

San Cosmas di Etolia dice:

2. La comunione con il Vescovo Ambrogio

Nel 2023, a Bari, nella festa di San Nicola, vi siete comunicati con il Vescovo Ambrogio, il quale nel 2019 ha firmato il documento eretico “Carta di Bologna”, mediante il quale accetta la comunione con gli eretici, violando le barriere patristiche e canoniche. Tali azioni sono proibite dai Santi Padri, secondo il Canone 45 Apostolico, che vieta la comunione con gli eretici.

3. Interruzione della comunione per motivi personali

Avete interrotto la comunione con il Vescovo Ambrogio per motivi personali, non per motivi di eresia, e avete iniziato la commemorazione di un altro Vescovo, Sua Eminenza l’Arcivescovo Nicodim di Briceni ed Edineți, appartenente a un’altra giurisdizione.

Il Canone 15 del I–II Concilio di Costantinopoli si riferisce a coloro che si separano dal vescovo perché questi predica pubblicamente un’eresia.

La commemorazione di un Vescovo di un’altra giurisdizione è scisma, cioè rottura dalla Chiesa.

4. Mancanza di testimonianza pubblica contro l’ecumenismo

Non avete fatto una testimonianza pubblica davanti ai fedeli per condannare l’ecumenismo, per affermare che i papisti (cattolici) sono eretici e per esortare i fedeli a non partecipare alle loro liturgie né a pregare insieme a loro. Padre, come ben sapete, il Mistero del sacerdote è molto grande, così grande che alcuni santi ne sono fuggiti, ritenendosi indegni. Il semplice fedele risponde per sé e, per quanto può, per coloro che lo circondano; il sacerdote invece è responsabile dell’intero suo gregge, del quale Dio gli chiederà conto.

I tempi di pace e tranquillità sono passati. Viviamo tempi di terribile eresia, tempi di persecuzione, nei quali né il sacerdote né il laico possono restare neutrali, ma devono scegliere in ogni istante tra Dio e satana. Nessuno è mai stato neutrale. Coloro che testimoniano secondo le proprie forze scelgono Dio, mentre coloro che tacciono Lo tradiscono, come dice anche san Gregorio il Teologo: “Con il silenzio tradiamo Cristo.”

Al laico, senza benedizione, non è permesso predicare pubblicamente; il sacerdote invece ha un grande potere di insegnare al popolo la retta fede. Quanto più grande è questo potere, tanto più grande sarà anche la sua responsabilità davanti a Dio. Sarebbe un grande cambiamento se i sacerdoti dicessero apertamente ciò che accade oggi, se esortassero i laici a non accettare l’ecumenismo (il principio che promuove l’unità con gli eretici e la cooperazione tra confessioni), a prendere posizione pubblica contro l’omosessualità e l’aborto e a non rinnegare l’insegnamento del Salvatore.

Non così hanno predicato i grandi maestri della Chiesa – san Giovanni Crisostomo, san Basilio il Grande, san Nicola Velimirović, san Luca di Crimea?

Non così ha fatto il santo Profeta e Precursore Giovanni?

Non così ha operato Cristo?

Con grande potenza ammaestravano il popolo.

Esistono anche oggi sacerdoti che seguono il loro esempio, ma sono troppo pochi. Molti hanno paura di testimoniare: questa è la triste verità. Se un sacerdote tace e non testimonia la Verità, cioè Cristo, significa che ama di più la funzione, il mondo, il seggio o la famiglia, violando le parole del Signore: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me» (Mt 10, 37–38)

Preghiamo con molta umiltà e amore per Voi affinché compiate questo passo della testimonianza della Verità. Fino ad allora, però, per non mettere in pericolo la salvezza delle nostre anime fuori dalla Chiesa Una (poiché solo là dove si testimonia si trova la Chiesa Ortodossa), ci separiamo da Voi.

Con umiltà, molta preghiera, esame e consiglio abbiamo preso questa decisione, per amore di Cristo e per non perderci nelle acque turbolente del fiume di fuoco dell’eresia ecumenista, senza invidia né cattiveria.

Dio abbia misericordia di tutti noi.

In foto: Libro che approfondisce il tema dell’ecumenismo edito dalla Fraternità “Testimonianza Ortodossa”

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