Met. Neophytos di Morphou: Il sapore della Divina Liturgia e l’intelligenza artificiale

Met. Neophytos di Morphou: Il sapore della Divina Liturgia e l’intelligenza artificiale

Estratto dell’omelia di Sua Eminenza il Metropolita Neophytos di Morphou del 26/10/2025

traduzione di: Artemis Nanou (che ringraziamo profondamente per la collaborazione)

Audio originale: https://www.youtube.com/watch?si=vMPsoGqcZ1oWB5TV&v=exSJBVcLhTQ&feature=youtu.be


Il sapore della Divina Liturgia e l’intelligenza artificiale

Se qualcuno oggi, vista l’unità di fede che avevamo tutti, clero e popolo, queste sante salmodie che hanno scritto per il Santo i grandi innografi della Chiesa di Gesù, non ha sentito, non ha provato la pace, la grazia, la gioia e la dolcezza della Divina Liturgia, deve esaminare il suo cuore e capire se c’è qualcuno che non ha perdonato. Perché quando non perdoniamo non possiamo assaporare né la pace e la comunione del Santo Spirito, né la grazia di Gesù.

Oggi lo avete vissuto. Gloria al Santo Dio. Ci auguro di avere questo sapore in ogni Divina Liturgia. Vedete, l’epoca moderna vuole rubare all’uomo qualsiasi cosa lo faccia santo. Perfino l’intelligenza artificiale creano per sostituire piano piano l’uomo. Con il pretesto che è utile, mio caro metropolita di Morfou. Ma dall’uso arriveremo all’abuso e l’uomo sarà uomo per metà. Cioè non potrà assaporare il suo Dio.

E chiunque non assaporerà il suo Dio non potrà godersi neanche chi gli è a fianco. Che sia suo marito, sua moglie, suo figlio, suo vicino, suo parente o suo compaesano. Per questo è molto ma molto ma molto importante. Tutto inizia e finisce alla Divina Liturgia. Ma la dobbiamo assaporare. Dobbiamo avere il sapore di Cristo. Per questo i nostri cantori cantano: ‘Assaporate e vedete che è Cristo il Signore’. Per questo il nostro Dio si mangia, si beve. ‘Prendete e mangiate’ dice. Bevete da Lui tutti.

Questo, però, prevede alcune, poche condizioni. Quello che ho detto. Perdonare quelli che ci provocano amarezza, quelli che sono ingiusti con noi, che ci accusano, che ci hanno fatto un’ingiustizia. Con il loro nome: ‘Signore Gesù Cristo perdona Theodoro e perdona anche me’, così. E se vedo che con una volta non cambia il mio cuore, lo dico dieci volte, cinquanta volte, cento volte: ‘Signore Gesù Cristo perdona Theodoro e perdona anche me peccatore’. Dobbiamo abbassare anche noi stessi. Solo così sale l’uomo, solo così assapora il suo Dio. Attraverso il suo prossimo. Per questo i due comandamenti: mentre l’uno inizia «Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore», come va a finire il secondo? E «il tuo prossimo come te stesso». E Gesù Cristo stesso dice: «Se dite che amate me ma non amate il vostro prossimo siete bugiardi». A me che non mi vedete come mi ami? E a lui che lo vedete che dite che amate ma non lo amate, non lo perdonate.

Dobbiamo avere anche una purezza, a parte il perdono, sia del nostro corpo e sia alla nostra anima. Questa purezza la sta combattendo tanto, ma tanto il satana nella nostra epoca.

San Demetrio è diventato un grande martire e non semplicemente un martire come il suo discepolo il Santo Nestore. Perché? Perché mentre era un ufficiale dell’esercito Romano, allo stesso tempo faceva attenzione che il suo corpo avesse verginità, come la hanno gli asceti. Era un asceta il Santo Demetrio in una divisa da ufficiale. Un’altra cosa che aveva, che è rara nei Santi, era la volontà di condividere la sua fede. Era un oratore, un vero predicatore. Aveva discepoli nella fede, il Santo Demetrio. E grazie a questo coraggio che aveva di insegnare e predicare Gesù come vero Dio che ha vinto la morte, il nostro peccato, che ha vinto il diavolo e lo hanno arrestato. I suoi soldati, i suoi superiori Romani. Per sporcare la sua verginità e la sua purezza, sapete cosa gli hanno fatto? Durante il martirio del Santo Demetrio, lo hanno gettato per mesi in un pozzo nero, pensando che così, si sarebbe sporcato.

Ma anche se si sporca il corpo di una persona pura, vergine, non si sporca la sua anima. E quando è venuta l’ora, visto che hanno capito dopo tanto tempo e tentativi che non mutava la mente del Santo per cambiare fede e diventare idololatra come erano loro, sono venuti con le lance tese verso di lui per infilzarlo, lui gli ha mostrato le costole e ha detto qui infilzatemi perché qui è stato infilzato il mio Signore e mio Dio, il mio Cristo. Perfino in quell’ora, quella terribile della morte, aveva Cristo davanti a lui e voleva imitarlo. ‘Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare’ dice Davide. Questo applicava il Santo Demetrio. Così facciamo anche noi, dentro a questa moderna idololatria che viviamo, dentro a questi pozzi neri che vogliono sporcare la nostra anima, con queste persone della nuova epoca e dell’agenda woke. Dobbiamo avere Cristo dentro di noi, facendo la comunione spesso, il nostro pensiero dovrà essere: ho la fede del Santo Demetrio? Ho la fede dei Santi? Ho la sua volontà di prendere la comunione spesso, cioè Gesù spesso? Come comunico con le persone intorno a me? Gli sbagli si commettono. E tensioni e disaccordi. Però poi mi riappacifico con loro? Ho pace? Ho la pace di Gesù dentro di me? E in questo modo, quando queste cose avvengono, almeno un po’, non raggiungeremo facilmente l’altezza del Santo Demetrio, ma vivremo un poco della vita del Santo Demetrio, del martirio del Santo Demetrio e di ogni Santo se assaporeremo la grazia di Dio che viene, la dolcezza di Cristo che lavora nel nostro cuore. Lo auguro io a voi, auguratevelo anche voi per noi… Grazie a Dio!

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