Innocenzo, Vescovo di Roma: unico mezzo per risolvere le controversie, il Concilio Ecumenico

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Innocenzo, Vescovo di Roma: unico mezzo per risolvere le controversie, il Concilio Ecumenico

Lettera del Vescovo di Roma, Innocenzo, ai Costantinopolitani

UNICO MEZZO PER RISOLVERE LE CONTROVERSIE: IL CONCILIO ECUMENICO

Innocenzo, Vescovo, ai Presbiteri e Diaconi, e a tutto il clero e popolo della Chiesa di Costantinopoli, i fratelli amati che sono soggetti al Vescovo Giovanni [Crisostomo], saluti.

[…]

Poiché, chi sarà in grado di sopportare le offese commesse da quegli uomini [ndt. Vescovi e Patriarchi] che dovrebbero essere specialmente zelanti promotori della tranquillità della Chiesa e della concordia stessa? Al presente, per una perversione del costume, sacerdoti innocenti sono espulsi dalla presidenza delle proprie Chiese. E questo è ciò che il vostro fratello maggiore, e co-ministro, Giovanni [Crisostomo], il vostro Vescovo, ha ingiustamente sofferto, non avendo ottenuto alcuna audizione: nessun crimine gli è imputato, nessuno è stato ascoltato.

E qual è lo scopo di questo iniquo dispositivo?

Affinché non possa sorgere o essere cercato alcun pretesto per un processo, altri uomini vengono introdotti al posto dei sacerdoti viventi, come se coloro che commettono un reato di questo tipo potessero essere giudicati da qualcuno come persone buone o che hanno fatto qualcosa di giusto. Poiché sappiamo che tali azioni non sono mai state perpetrate dai nostri Padri; o piuttosto che sono state impedite dal fatto che a nessuno era stata data l’autorità di ordinare un altro al posto di uno che era ancora in vita. Infatti, un’ordinazione spuria non può privare il sacerdote del suo rango: poiché nemmeno chi è stato sostituito ingiustamente a un altro può essere vescovo. E per quanto riguarda l’osservanza dei canoni, stabiliamo che dobbiamo seguire quelli definiti a Nicea, ai quali sola la Chiesa cattolica è tenuta a prestare obbedienza e riconoscimento E se altri canoni vengono proposti da certi uomini, che sono in contrasto con i canoni formulati a Nicea, e si dimostra che sono stati composti da eretici, siano respinti dai vescovi cattolici. Infatti, le invenzioni degli eretici non devono essere aggiunte ai canoni cattolici, poiché con i loro decreti contrari e illegittimi essi intendono sempre indebolire il disegno dei canoni di Nicea. Non solo quindi diciamo che questi non devono essere seguiti, ma piuttosto che devono essere condannati tra i decreti eretici e scismatici, come fu fatto in passato nel Concilio di Sardica dai Vescovi che ci hanno preceduti. È più giusto, venerabili fratelli, che le buone azioni siano condannate piuttosto che le cose fatte in diretta opposizione ai canoni abbiano alcuna validità. Ma cosa dobbiamo fare contro tali cose al momento attuale? È necessaria una decisione sinodale al riguardo, e da tempo abbiamo dichiarato che occorre convocare un sinodo, poiché è l’unico mezzo per placare l’agitazione di tempeste come queste: e se lo otterremo, è opportuno che la guarigione di questi mali sia affidata alla volontà del grande Dio e del suo Cristo nostro Signore. Tutti i disturbi allora che sono stati causati dall’invidia del diavolo per la prova dei fedeli saranno mitigati; attraverso la fermezza della nostra fede non dovremmo disperare di nulla nel Signore. Poiché anche noi stessi stiamo considerando molto con quali mezzi il sinodo ecumenico possa essere riunito affinché per volontà di Dio questi movimenti disturbanti possano essere portati a termine. Sopportiamo dunque per un po’, e fortificati dal muro della pazienza speriamo che tutte le cose ci possano essere restituite dall’assistenza del nostro Dio.

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