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Anziano Ephraim di Philotheou: L’arte della salvezza. Omelia 22

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Ortodossia: la Porta Regale del Vangelo

Miei amati figli,

     oggi la nostra Chiesa ortodossa celebra la memoria dei Tre Grandi Gerarchi, questi campioni della fede ortodossa. Pertanto, ho pensato che sarebbe stato opportuno parlare della Chiesa ortodossa e della nostra fede ortodossa. Siamo cristiani ortodossi; tuttavia, in sostanza, non siamo consapevoli dell’altezza, della profondità e dell’ampiezza dell’Ortodossia. È necessario per noi acquisire familiarità con l’intero spettro della santità dell’Ortodossia.

Cos’è l’Ortodossia? L’ortodossia è la verità. È il dogma corretto di Dio, dell’uomo e del mondo, così come ci è stato consegnato dal Dio stesso incarnato attraverso il Suo insegnamento straordinario, la Sua vita santa e il Suo sacrificio redentore; come è stato dettagliato, in seguito, dalla mente e dal cuore divinamente ispirati dell’apostolo Paolo; come fu animata dal Discepolo dell’amore, San Giovanni Evangelista, e dagli altri Evangelisti e Apostoli con la celeste luce dello Spirito Santo; come ci è stato consegnato dai padri mossi dallo spirito di Alessandria, Costantinopoli, Cappadocia, Siria, Palestina e, più tardi, il Monte Athos. Tutti questi individui, dal venerabile Policarpo (discepolo degli Apostoli) fino a san Nicodemo l’Aghiorita (che si addormentò all’inizio del secolo scorso), per la loro sapienza, santità, sacrifici, l’ortodossia è la meravigliosa sintesi di dogma ed etica, teoria e pratica. L’ortodossia, inoltre, è ciò che è stato formalmente delineato dai santi concili, queste benedette assemblee ecumeniche della Chiesa mondiale di Cristo. I Padri portatori di Dio, «avendo accumulato tutta la conoscenza dell’anima umana e dopo aver fatto un’attenta ricerca con l’aiuto dello Spirito divino»[1]diedero risposte ai più grandi problemi che occupavano lo spirito dell’uomo e posero le basi della vita spirituale; essenzialmente, di civiltà spirituale.

Un intero sacro esercito di confessori eroici, composto da milioni di uomini, donne e bambini martiri nel corso dei secoli, ha confermato la verità dell’Ortodossia con il loro sangue prezioso. Dagli anfiteatri di Roma ai campi di concentramento della Russia, hanno dimostrato che il cristianesimo non è una semplice teoria, ma la verità e la vita stessa: è il più splendido eroismo, la vittoria su atti spregevoli di violenza e tirannia, e il regno del regno dello spirito.

Successivamente, l’Ortodossia è stata esaltata attraverso la letteratura straordinaria e l’innologia divinamente ispirata del suo culto liturgico, che combina il naturale con il soprannaturale, il terreno con il celeste, l’individualità con la socialità, l’amicizia con la solennità e il chiaramente comprensibile con l’insondabile.

Durante ogni Divina Liturgia, nell’ambiente edificante ma solenne della Chiesa, tutti i fedeli partecipano al sacrificio del Dio-uomo. Inoltre, è qui che vengono elogiate e messe in mostra le realizzazioni dei giganti della nostra fede (che costituiscono collettivamente un insieme guidato dalla Theotokos). In esso si esalta il dogma cristiano, non solo perché è la verità, ma anche perché ha la capacità di soddisfare le aspirazioni umane.

Anche l’ideale per il quale il monachesimo ha lottato non è diverso dall’essenza dell’Ortodossia. Secondo esperti analisti, il monachesimo ortodosso costituiva l’esercito spirituale che si batteva per l’acquisizione della libertà spirituale e della perfezione umana. Il suo scopo era rimodellare l’anima attraverso il rinnovamento della mente[2]. Questo è precisamente l’obiettivo e il raggiungimento del monachesimo, e il cuore dello spirito monastico. Le lotte spirituali degli asceti sono i nuovi Giochi Olimpici dello spirito, che conducono l’uomo alla vera filosofia e alla deificazione. Il cammino dell’ascesi è un cammino di purificazione e di ritorno a Dio.

L’Ortodossia ha impartito la comprensione della santità non solo agli asceti, ma anche all’intero corpo dei fedeli cristiani. In questo modo, ha elevato gli standard etici della società. Questo è facilmente evidente nella percezione e nella coscienza comuni delle persone.

Uno degli attributi fondamentali dell’Ortodossia è la filantropia, nel pieno senso della parola: la filantropia non si limita alla sola elemosina, ma si estende anche alla compassione completa e comprensiva verso l’uomo. I servizi ed i programmi sociali non sono un’invenzione degli ultimi secoli. Inizialmente furono creati a Gerusalemme dopo la risurrezione del nostro Salvatore. È qui che i primi pasti furono distribuiti dai sette diaconi originari, come descritto negli Atti degli Apostoli. San Paolo, l’Apostolo alato delle genti, fu contemporaneamente il primo assistente sociale. Mentre predicava il Vangelo, organizzò anche i contributi pubblici d’amore, che divennero noti come logia o “collezioni” (cfr 1 Cor 16,1-2). I successori degli Apostoli, i vescovi, erano anche assistenti sociali. Non c’è peggior falsificazione della verità che qualcuno affermi che i Padri della Chiesa non si preoccupavano strettamente di nient’altro che di questioni dogmatiche. Mentre si riunivano i Concili ecumenici, contemporaneamente San Basilio costruiva Vasiliada[3] a Cesarea. A Costantinopoli si distribuivano ai poveri settemila pasti al giorno e ad Alessandria venivano istituiti i primi centri ostetrici. Non solo i vescovi, ma anche i re ed i monaci avrebbero preso parte alle opere d’amore. Per tutte queste persone, la fede ortodossa era contemporaneamente uno stile di vita ortodosso.

Un altro tratto caratteristico dell’Ortodossia era l’eroismo, come si è visto durante il martirio. Questo valore, tuttavia, non si limitò al sangue versato dai primi martiri. I figli della Chiesa ortodossa continuavano invariabilmente a mostrare forza d’animo e coraggio di fronte alla crudeltà e alla brutalità, sia che provenissero da Giuliano l’Apostata, ariani, monofisiti, iconoclasti o monaci di mentalità latina. I membri di questa eroica falange della Chiesa ortodossa includono non solo gerarchi come sant’Atanasio il Grande, san Basilio il Grande e san Giovanni Crisostomo, ma anche figure come san Teodoro abate del monastero studita insieme ai suoi discepoli, san Massimo il Confessore, San Marco il Gentile, e una moltitudine infinita di confessori e paladini della nostra fede.

Un ulteriore segno dell’Ortodossia che è sempre esistito è stata la trasmissione del cristianesimo e della civiltà alle nazioni barbariche. La nostra Chiesa, senza mai tentare di fare proselitismo, irradierà la luce del Vangelo ed educherà all’amore e alla mansuetudine. I santi Tre Gerarchi, che oggi commemoriamo, e che hanno illuminato il mondo intero con le acque vive dei loro giusti insegnamenti riguardo a Dio e all’uomo, ci indicano soprattutto questa direzione saggia e disciplinare. I Tre Gerarchi sono le tre stelle luminose del firmamento noetico della Chiesa.

L’Ortodossia ha sempre percorso la via regale del Vangelo. Conservava inalterato lo spirito del cristianesimo in opposizione all’oscuro misticismo delle eresie orientali, alla coalizione papale-cesarea dei latini e al razionalismo soggettivo dei protestanti. L’ortodossia ha sempre mantenuto la moderazione e l’armonia. Non ha mai sbagliato perché i Padri sono stati guidati e ispirati dallo Spirito Santo.

L’ortodossia non ha mai ignorato l’uomo, la saggezza, la natura o le arti. Non è mai stata disumana. Ha santificato tutto ciò con cui è entrata in contatto e ha dato origine alla civiltà moderna. Secondo l’Inno di congedo di San Basilio Magno, “Chiariva la natura degli esseri e abbelliva l’etica umana”.

L’Ortodossia è un viaggio dell’uomo nella sua interezza verso il suo Creatore e verso la deificazione. Essa nutre l’uomo fino alla piena maturità e al perfetto sviluppo in Cristo e per Cristo. L’ortodossia non è solo la teologia per eccellenza, ma allo stesso tempo vera psicologia, autentico umanitarismo e autentica socialità. È un diamante dalle mille sfaccettature che riflette i nuovi raggi della verità da tutti i suoi lati.

Pertanto, familiarizziamo con la nostra fede ortodossa, non in teoria, ma in pratica. Sentiamola e viviamola in tutta la sua ampiezza e profondità. Questo è l’unico modo in cui saremo in grado di trasmetterla agli altri e di farne buon uso. Perché la nostra fede ortodossa non è né un museo né una cosa del passato; piuttosto, è vita, creazione e luce. È l’alto ideale della nostra nazione, la speranza d’oro della nostra salvezza e il nostro vanto in Cristo. Proclamiamolo coraggiosamente ed eroicamente come figli veri e genuini dei suoi illustri eroi.

O gloriosa Ortodossia! Tu sei la Sposa di Cristo adornata di sangue! Possiamo noi indegni non rinnegarti mai. Al contrario, se richiesto dalle circostanze e dai tempi, ritienici degni di versare l’ultima goccia di sangue per Te, o diletta. 

Amen.


[1] Si tratta di un inno cantato durante i Vespri e l’Orthros della domenica dei Santi Padri del Primo Concilio Ecumenico.

[2] “E non conformatevi a questo mondo [presente], ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché possiate discernere la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio” (Rm 12,2), afferma l’Apostolo Paolo. La mente si rinnova quando una persona si pente ogni volta che pecca, quando lotta per diminuire i suoi peccati e si sforza di aumentare la virtù. In questo modo, l’uomo viene rinnovato mentre cambia in meglio (St. Nicodemo, ἑρμηνεία εἰς τὰς 14 ἐπιστολὰς τοῦ ἀποστόλου παῦλου {interpretazione delle 14 epistole dell’Apostolo Paolo}, Tessaloniki: Orthodoxos Kypsel, 1989).

[3] Un’impresa e una realizzazione monumentale di San Basilio Magno fu l’istituzione e il funzionamento del sistema sociale e filantropico che divenne noto come Vasiliada (dal suo nome). Questo centro comprendeva un ospedale, un orfanotrofio, una casa per anziani, alloggi e cure mediche per indigenti, malati e stranieri. Tutti questi servizi sono stati offerti gratuitamente a tutti i bisognosi. Questo centro è stato il primo del suo genere ed è servito da prototipo per altri a seguire.

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